Olimpiadi invernali, la Svezia sfida l’Italia: “vi aspettiamo a Stoccolma”

malago' olimpiadi Fabio Cimaglia/LaPresse

Olimpiadi invernali, la più temibile avversaria per le candidate italiane è di certo la Svezia che con Stoccolma propone una valida alternativa

Ha fatto due volte il giro del mondo in barca a vela, ama l’Italia e da nuovo patron della Volvo Ocean Race sogna di coinvolgere anche un team tricolore. Intanto, però, difende i colori della Svezia nella sfida con Milano-Cortina per le Olimpiadi invernali. “Vi aspettiamo tutti a Stoccolma“, scherza Richard Brisius, incontrato all’hotel Hilton di Buenos Aires all’indomani dell’ufficialità sulle candidate per il 2026. Lo svedese, che ha imparato l’italiano durante la sua carriera da velista iniziata a bordo di una barca con bandiera tricolore, parla della candidatura di Stoccolma nella veste di Ceo della società che lavora alla candidatura per il Comitato olimpico svedese. In corsa per i Giochi del 2026 c’è anche la canadese Calgary, ma secondo Brisius sarà un derby europeo a decidere la sfida. E la Svezia, nonostante la profonda crisi politica che ha portato allo stallo sulla formazione del nuovo governo, ha fiducia.

Per le garanzie sul budget vedremo l’11 gennaio (la deadline del Cio, ndr), ma anche i privati possono darle. La politica non deve investire nulla e sul piano della sicurezza lavoriamo da gennaio a stretto contatto con le autorità che supportano il progetto. Secondo me non ci saranno problemi“, dice minimizzando i possibili punti deboli della candidatura svedese. Nemmeno il sondaggio del Cio, secondo cui Stoccolma è la candidata con il più basso indice di gradimento tra la popolazione (il 49%), lo preoccupano: “E’ normale, siamo svedesi e all’inizio siamo un po’ ‘freddi’. Ma sono sicuro che quando faremo i Giochi il 99 percento della popolazione sarà entusiasta”, assicura Brisius senza neanche usare il condizionale. “Stoccolma l’avversaria più pericolosa? Lo dice anche Carraro e nessuno meglio di lui conosce questo mondo“, premette il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Ma queste considerazioni -aggiunge- possono essere al 100 percento legittimate se ognuna delle candidature fosse libera da incertezze, che invece esistono. Se un atleta sta più in forma di un altro nel giorno della gara è favorito, ammesso che ci si iscriva.“. La sfida Italia-Svezia è lanciata. (Aip/Adnkronos)

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