Le verità di Mirabelli: “Donnarumma? Mi sono pentito. Bonucci? Doveva chiudere la carriera al Milan ma…”

Mirabelli, Milan LaPresse/Francesca Soli

Le verità di Mirabelli in merito al suo anno di Milan: l’aver riunito i fratelli Donnarumma è ciò di cui si è pentito, l’addio di Bonucci non è andato secondo i piani

Ospite della trasmissione ‘Processo’, in onda su 7Gold, l’ex direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli ha svelato alcuni retroscena sul suo anno passato come dirigente rossonero. Insieme a Fassone, Mirabelli è stato uno degli uomini di punta del ‘Milan cinese’, una parentesi sportiva iniziata con i migliori auspici ed un sontuoso mercato, ma poi praticamente accartocciatasi su se stessa a causa della mancanza di soldi di Mr. Li e di una situazione economica tutt’ora poco chiara che ha portato il Milan nelle mani del fondo Elliott. Mirabelli ha pagato a caro prezzo, con il licenziamento, un mercato che ha portato al Milan diversi giocatori importanti, ma che non hanno reso come speravano. Il ds calabrese ha parlato così della sua esperienza in rossonero: “sono stati 15 mesi di grande impegno, vissuti tutti d’un fiato. Vivere giornalmente questo mondo Milan è una cosa per pochi ed è stato bellissimo. Sono stato onorato e orgoglioso di avere fatto parte, seppur per breve tempo, della storia di questo grande club. Di cosa mi pento di aver fatto al Milan? Purtroppo avevo in mente di unire i fratelli Donnarumma. Poi per come è andata mi sono pentito e non l’avrei fatto. Bonucci? Bonucci è stato un grande uomo di spogliatoio, oltre che un grande protagonista. Un campione vero, il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Per me gli equilibri li sposta la squadra, Leonardo non poteva farlo. Mi aspettavo che restasse un anno? No, abbiamo fatto quello che abbiamo fatto perché pensavamo che chiudesse la carriera al Milan”.

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