Milan, Mirabelli torna a parlare: il tradimento di Mister Li, il caso Aubameyang e tanto altro

Mirabelli, Milan LaPresse/Francesca Soli

Massimiliano Mirabelli è tornato a parlare del caso Li e del progetto del Milan cinese che è mestamente naufragato

Milan, ricordi ancora Massimiliano Mirabelli? Sembra essere passata una vita dall’addio del dirigente che fece coppia con Fassone. Il club rossonero ha voltato pagina, con una società adesso molto seria e futuribile, diversamente da quella cinese che mostrava lacune evidenti. Mirabelli come detto è tornato a parlare spiegando quei giorni concitati: ​”Mister Li? Ho lo stesso pensiero che hanno tutti. È strano che venga acquistato il Milan e poi lasciato in poco tempo. Ci sono tante cose da pensare, ovviamente ci ha lasciato tutti un po’ sorpresi. Per me vivere anche un solo giorno al Milan è stato un onore e una cosa straordinaria, sono stati 15 mesi di grande impegno, vivere ogni minuto di questo mondo è stato bellissimo, ne sono stato onorato e orgoglioso, anche se per breve tempo. Io so meno di quello che sapete voi, la proprietà era più in alto di quello che facevo io. Quando ci muovevamo, prima di fare qualsiasi passo ci volevano le garanzie giuste. C’era un amministratore delegato che aveva i rapporti con la proprietà. Avevamo una proprietà assente nella comunicazione, ma per quanto ci riguarda, tranne l’ultimo bonifico da 30 milioni, hanno sempre fatto tutto, senza farci mai mancare nulla“.

Fassone - Milan-Inter

Fassone – ph Lapresse

Il racconto di Mirabelli al Processo di 7 Gold prosegue: “Rimpianti? Forse Aubameyang, sapete tutti cosa penso di lui. Noi avevamo bisogno di rivoltare come un calzino la squadra, abbiamo speso 160/170 milioni, ma avevamo necessità di formare uno zoccolo duro di questa squadra, ci è mancato qualcosa davanti che ci potesse dare importanza. Ma una squadra non si conosce mai in un solo mercato. Gattuso? Era giusto dare fiducia a Montella in quel momento, per quanto riguarda Gattuso, lui è un campione dentro, lo è stato da calciatore e per me lo è da allenatore. Si è messo in gioco, ha fatto le sue esperienze. Era visto come grinta e forza, ma è un allenatore innovativo, uno dei migliori in circolazione al mondo, non solo in Italia. Lo si esalta poco, è sottovalutato, ma il Milan gioca un calcio bellissimo“.

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