Le verità di Khabib Nurmagomedov: “convulsioni prima del match. Attacco al bus? ‘Organizzato’ dalla UFC”

AFP/LaPresse

Khabib Nurmagomedov ha raccontato un clamoroso retroscena in merito a quanto accaduto prima del match contro McGregor a UFC 229. Il fighter daghestano ha inoltre incolpato la UFC di aver permesso l’incidente del Barclays Center

 

Ad una settimana da UFC 229, Khabib Nurmagomedov è ancora al centro dell’attenzione. Il fighter daghestano, che domenica scorsa ha difeso con successo il titolo dei pesi leggeri UFC sconfiggendo Conor McGregor, è tornato a parlare del suo match a Channel One, in Russia. Nurmagomedov ha svelto dei dettagli interessanti sui giorni prima della sfida, per poi rivolgere una dura considerazione su quanto accaduto al Barclays Center di Brooklyn lo scorso aprile, quando McGregor attaccò il bus sul quale era seduto: “la notte prima del match ho dormito molto bene, poiché il giorno precedente non ho dormito neanche un po’. Ho affrontato il taglio del peso e mi sono sentito uno schifo. Ho avuto le convulsioni e stavo malissimo. Ma se avessi perso non avrei detto niente di tutto ciò. Sarebbe stata vista come una giustificazione alla sconfitta. Comunque dopo la cerimonia del peso è andato tutto per il meglio. La cosa più importante era la mia salute mentale. Se non sei psicologicamente pronto il tuo allenamento fisico non ti aiuterà durante la lotta. […]  Brooklyn? Mi sono sentito offeso dal fatto che l’attenzione fosse tutta sul fatto che McGregor abbia attaccato il bus e io non sia sceso. Ho pregato l’Onnipotente che facesse sì che il nostro match si disputasse, che la gabbia si chiudesse con noi dentro e tutti avessero ben chiaro chi sono realmente io e chi è realmente lui. Chi resta seduto sul bus e chi no. Quel giorno, sono stato tutto il tempo con il mio team, circa 20 persone… ma alla fine mi è stato detto che al media day sarei dovuto andare da solo, non ero insieme al mio team ma con gli altri atleti della card dello show. Quindi avevo solo una persona con me e il mio manager. Se ci ripenso ci sono tante domande alle quali non ho risposta. Lo hanno fatto di proposito? Personalmente mi sento come se l’incidente del bus lo avessero organizzato con l’aiuto della UFC. Non posso accusarli, ma gli do il 70% della colpa. Volevo scendere dall’autobus, lo hanno confermato tutti gli altri fighter presenti sul bus nelle loro interviste, e anche i manager. È accaduto tutto in uno, massimo due minuti. Era lì con le telecamere e il suo team. Una cosa importante: il Barclays Center è un’arena grandissima, circa 20.000 persone, ma lui sapeva esattamente dove fossimo. Come facevano a saperlo? E come sono entrati con un gruppo di 20-30 persone? Andiamo…”.

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