Juventus, Agnelli senza peli sulla lingua: “Report? Fanno spettacolo. Addio Marotta? Ecco cosa ne penso”

LaPresse/Jennifer Lorenzini

Durante la conferenza stampa post assemblea degli azionisti della Juventus, Andrea Agnelli ha risposto alle domande dei media sul servizio di Report, i rapporti con Cairo e l’addio di Marotta

Terminata l’assemblea degli azionisti della Juventus, Andrea Agnelli si è presentato insieme a Fabio Paratici e Pavel Nedvede in conferenza stampa, nella sala stampa dell’Allianz Stadium. Diversi i punti toccati nel corso dell’incontro con i media, ad iniziare dall’indagine di Report sui rapporti fra Juventus e ‘ndrangheta. Agnelli ha chiarito la totale estraneità della Juventus, parlando poi degli ‘striscioni canaglia’ esposti durante il derby e del rapporto con il presidente del Torino, Urbano Cairo: “con Cairo siamo scusati immediatamente dopo l’episodio degli striscioni. Ciò che è importante è che la responsabilità di quei striscioni non sta nel nostro mondo. Ci terrei a fare due precisazione. In questi due anni abbiamo assistito a diverse irregolarità. Ma c’è anche un’indagine che ha appurato che le accuse a nostro carico risultano inesistenti. Oggi si tenta ancora di dare spettacolo, dicendo che gli striscioni ‘canaglia’ siano stati introdotti attraverso di noi all’interno dello stadio. Ci sono delle intercettazioni che accertano la nostra estraneità. E’ una vicenda dolorosa. Ricordo che gli attori in campo siano tre: ultrà, club e forze dell’ordine. La Juventus rispetta le sentenze. Come quella che ci ha condannato in serie B, campionato che abbiamo giocato. Ognuno, in casa propria, espone le foto che più gli piacciono. Ultras? E’ obbligatorio avere rapporti con i tifosi, anche con la parte più calda della tifoseria“.

Agnelli ha poi commentato il tanto discusso addio di Giuseppe Marotta: “addio Marotta? Le scadenze di una società quotata in borsa non le fisso io. La decisione è naturale che arrivi in questo momento. E abbiamo deciso di rinnovare la leadership. Nulla può togliere a sentimenti di affetto, gratitudine e riconoscenza verso Marotta. Non abbiamo potuto programmare prima il piano di successione. Sono state due figure fondamentali per i risultati ottenuti dal 2010 al 2018. Il vero compito di un leader è quello di creare un ambiente di lavoro in grado di gestire al meglio la gestione. Fabio Paratici, Marco Re e Giorgio Ricci amministreranno il club insieme a me e Nedved. Sarà il nostro compito mantenere la squadra ai livelli competitivi raggiunti fino ad adesso”.

Agnelli ha commentato in seguito il caso del presunto stupro nel quale sarebbe coinvolto Cristiano Ronaldo: “quando ci sono delle problematiche io guardo negli occhi e chiedo. E’ capitato con Conte, con D’Angelo e con Ronaldo. Il suo atteggiamento successivo non può che confermare le mie sensazioni iniziali. E’ un caso personale, la mia porta e della Juve è sempre aperta. Facciamo cosi con tutti quando c’è la necessità“.

In merito alle voci sul futuro del calcio post 2024 il presidente della Juventus si è espresso così: “prospettiva post 2024? Vorrebbe dire uscire dalla Uefa. E non è all’ordine del giorno. Le recenti misure di redistribuzione hanno portato a momenti di confronto accesi. Con la Uefa c’ grandissima sintonia sullo scenario post-2024. E’ stato un anno lungo, ma molto costruttivo, di decisioni con gli interlocutori del calcio europeo. Fino a fine anno festeggeremo i risultati raggiunti, dal 1° gennaio 2019 penseremo al post-2024. E si capirà cosa vorremo noi e i consumatori di calcio tra 15 anni. Mi auspico di arrivare a una conclusione non dopo i tre anni dal 2019. Leghe transnazionali? Può avere un senso logico per alcuni Paesi, come quelli scandinavi, per esempio. Il tema successivo è quello dei meccanismi di accesso alle competizioni continentali. Oggi, rispetto a 5-10 anni fa, c’è un’apertura positiva rispetto all’ipotesi di una lega transnazionale che possa migliorare il calcio“.

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