Argentina, Jorge Sampaoli racconta la sua “sofferenza Mondiale”

AFP PHOTO / JUAN MABROMATA

Jorge Sampaoli è stato sollevato dall’incarico di allenatore dell’Argentina dopo il Mondiale russo a dir poco deludente

Ogni partita è stata una sofferenza, non siamo stati in grado di sfruttare niente“. A 100 giorni dalla cocente delusione del mondiale di Russia, l’ex ct dell’Argentina, Jorge Sampaoli, ripercorre il cammino dell’Albiceleste cominciato col pareggio 1-1 con l’Islanda, proseguito con la sconfitta 3-0 contro la Croazia, il successo di misura, 2-1, con la Nigeria e l’eliminazione agli ottavi 4-3 con la Francia. “Ci abbiamo messo tutti, io compreso, cuore e passione, non ho nulla da rimproverarmi. Ci siamo preparati molto bene alla coppa del mondo -prosegue l’ex selezionatore tecnico dell’Argentina-. Ogni partita era una sofferenza, eravamo obbligati a vincere, il peso che il gruppo sentiva su di sé era troppo pesante“. Sampaoli ammette di non essere stato in grado di imprimere il suo marchio sulla squadra per mancanza di tempo. “Il mondiale è arrivato troppo presto, c’erano giocatori reduci dalla finale contro la Germania persa in Brasile. Avevo a mia disposizione un centinaio di giocatori per il breve, medio e lungo periodo. Messi soffriva molto le sconfitte. Leo arriva da un club dove c’è grande stabilità mentre la Nazionale è attorniata da una ‘isteria’ collettiva e se non vinci sei soggetto a forti critiche. In questo modo non si può giocare né sfruttare le sue qualità“. (Int/AdnKronos)

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