Genoa, Preziosi spiega: “ecco perchè ho cacciato Ballardini e cosa ho chiesto a Juric”

Commissione antimafia. Audizione di Enrico Preziosi LaPresse/Fabio Cimaglia

Genoa, Preziosi ha spiegato quanto accaduto in queste calde ore in casa rossoblù: dall’esonero di Ballardini all’arrivo di Juric

Genoa, il presidente Preziosi ha spiegato i motivi dell’esonero di Ballardini, che ha portato Juric nuovamente sulla panchina del Grifone.  “Il suo calcio non mi dava certezze, la fase difensiva era inquietante. Ho speso soldi per giocare col 3-5-2, non potevo continuare a discutere con lui ogni domenica“, ha dichiarato alla “Gazzetta dello Sport”. “Ero stanco di vedere certe partite dopo aver investito fra tutto una cinquantina di milioni: più di 10 per il riscatto di Lapadula, 12 compreso il riscatto per Favilli, 7 per Kouamé, e poi gli altri. Alla fine quello che mi è costato meno è Piatek… Durante e dopo la partita contro il Parma i miei dubbi sono aumentati, nonostante li avessi già prima. La nostra fase difensiva è stata inquietante anche contro il Sassuolo e domenica Siligardi e Ceravolo sembravano fenomeni“.

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Ballardini

Preziosi ha raccontato inoltre del facci a faccia con Ballardini: “Siamo stati a colloquio per un’ora e mezza, gli ho dimostrato tutto il mio disappunto, ma praticamente ho parlato io e basta. Lui mi ha detto solo di aver sbagliato a mettere Medeiros. Non mi ha rassicurato, non mi ha fatto capire che sarebbe cambiato qualcosa. Non conta solo la classifica, ma come una squadra sta in campo: se dopo due mesi non ci sta bene, vuol dire che qualcosa non funziona. Anche quando abbiamo vinto non ho visto un buon Genoa. Sono grato a Ballardini per quanto fatto lo scorso anno, ma il calcio non vive di gratitudine: Ballardini si era guadagnato un credito, ma l’ha speso male“. Infine sul ritorno di Juric: “Ci siamo confrontati, abbiamo parlato a cuore aperto e lui ha valutato serenamente certi suoi errori del passato. Solo gli asini non cambiano dopo aver fatto tesoro delle esperienze negative e Juric è tutto meno che un asino, l’ho trovato diverso, più maturo. Sa che questo Genoa è impostato per giocare con il 3­-5-­2 e ne terrà conto. Non perché glielo imporrò io, ma perché capirà che è giusto così“.

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