F1 – Vettel come Mario Kart a Suzuka? La strana strategia di Seb e il dolce pensiero a Schumacher

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Sebastian Vettel parla in conferenza stampa a Suzuka, le sensazioni del tedesco in vista del diciassettesimo appuntamento del campionato mondiale di Formula Uno

La diciassettesima conferenza stampa pre-weekend va in scena a Suzuka. In vista del Gp del Giappone di fronte alla platea di giornalisti si sono presentati Lance Stroll, Stoffel Vandoorne, Esteban Ocon e Sebastian Vettel. Il pilota della Ferrari, che in Russia, ha visto aumentare il suo distacco dal leader della classifica piloti, ha espresso la sua opinione sul prossimo appuntamento del Mondiale di Formula Uno in programma domenica e sulla sfida con Hamilton per il titolo iridato.

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In una settimana può succedere di tutto, – ha spiegato Vettel in Giappone, a pochi giorni dal Gp di Russia che l’ha visto protagonista sul terzo gradino del podio – Il circuito ci vede più favoriti rispetto che a Sochi. Abbiamo cercato di settare la macchina al meglio per mantenere il ritmo ed avvicinarci alle Mercedes. Devo dire che quando ci sfidiamo con Hamilton è sempre divertente, lui si è divertito di più domenica perchè mi ha infilato alla curva 4. È difficile stare ruota a ruota, ma se si riesce a farlo è divertente. A Russia sarei voluto durare di più e stare attaccato nella fase finale della gara ma non ci sono riuscito”. 

In realtà ho detto più volte che abbiamo una macchina forte e robusta, – ha affermato Seb – le persone possono pensare che non è al meglio, nelle qualifiche non eravamo davanti, in gara ci siamo avvicinati. Per tutto l’anno siamo stati vicini alla prima posizione, ma in alcune gare non è stato così. È capitato che non abbiamo avuto il ritmo desiderato, ma siamo stati abbastanza vicini e ci siamo sempre difesi dalle Mercedes, ma anche con altri piloti. Speriamo di fare meglio nelle qualifiche e fare meglio in gara. Non è facile seguire i piloti che ti stanno vicino, anche perchè se pensi sempre a superare le gomme calano, ma qui a Suzuka abbiamo buone possibilità”. 

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Sulle strategie della Mercedes in Russia, a confronto di quelle adottate nel Gp d’Italia dalla Ferrari, Vettel ha detto: “nel Gp d’Italia, dopo quello che abbiamo visto nell’ultimo weekend, non ci trovavamo come Hamilton e Bottas. Non si possono comparare le due situazioni, è una questione di team”. “Non mi piace l’approccio ‘adesso o mai più’ – ha continuato il tedesco –  ci sono ancora cinque gare e il segreto è che dobbiamo cercare di attaccare e pensare di arrivare primi. Questa è la mia pista preferita in tutto il mondo, non voglio fare congetture su me e sul team, voglio solo godermela. Abbiamo fatto progressi con la macchina e se guardiamo gli altri abbiamo fatto progressi più grandi, gli ingegneri sanno la macchina che vogliamo e la performance che vogliamo raggiungere. Si può sempre migliorare, il circuito bagnato non mi preoccupa”.  

In Giappone Mario Kart si divertiva a buttare le banane dalla macchina, – ha scherzato Vetteldovremo trovare una strategia differente”. “La prima volta in Giappone? – ha raccontato Seb – è stata quando Michael (Schumacher, ndr) era in Ferrari e lui era sempre in testa ed io sempre a metà classifica. Non ricordo bene quando ho gareggiato la prima vota. Nel 1988 avevo un anno, ma nel 1993 ho i primi ricordi. Non gareggiavo io, ma Schumacher ha alzato la coppa sul podio ricordo quel momento, non tanto la gara”. Sulla pista poi il ferrarista ha confermato: “è la mia preferita e anche quella originarle lo era. Le sensazioni che provi quando cambi la direzione, ti senti galvanizzato. È una pista iconica, anche se forse oggi non è così difficile e tecnica com’era prima”.

Dipende dai risultati,- ha poi concluso ai microfoni di Sky F1 Vettel riferendosi al titolo mondiale –  noi possiamo gestire la nostra gara e sappiamo che possiamo farlo, poi dipende da quello che fanno gli altri. Io penso che siamo tutti molto positivi, abbiamo una macchina con cui possiamo duellare. In Russia siamo rimasti indietro, ma questa è una pista diversa. Dobbiamo riscrivere tutto, ripartire dalla carta bianca, il potenziale c’è e lo spirito è quello giusto. I tifosi ed il Giappone sono calorosissimi”. 

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