F1, Massa e quella frecciatina a Raikkonen: “poteva dare una mano maggiore a Vettel”

Photo4/LaPresse

L’ex pilota brasiliano ha parlato della situazione del Mondiale di Formula 1, soffermandosi sulle strategie di Ferrari e Mercedes

Quattro gare alla conclusione, ma il Mondiale sembra ormai assegnato. La Mercedes ed Hamilton hanno già lo champagne in frigo, pronti a stapparlo addirittura ad Austin, dove il britannico potrebbe laurearsi campione del mondo per la quinta volta.

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Il team di Brackley ha dimostrato di essere il più veloce in pista, complice anche l’involuzione della Ferrari, colpevole di aver sbagliato alcune strategie. E’ questo anche il pensiero di Felipe Massa, che non ha lesinato una frecciatina a Raikkonen: “il team order della Mercedes va accettato, personalmente è una cosa che non mi piace, la gara del 2010 ad Hockenheim è stata uno dei giorni più brutti della mia vita da pilota. Ma è qualcosa che si è sempre visto, fa parte del gioco. Magari vinceranno il campionato in anticipo e Bottas avrà la possibilità di vincere una gara o due. La Ferrari quest’anno aveva più bisogno dei giochi di squadra di quanto non ne avesse la Mercedes. Direi che ci sono state una o due gare in cui Raikkonen poteva aiutare di più Vettel, ma se non c’è la squadra a prendere in maniera chiara la decisione il pilota cerca sempre di dare il massimo per ottenere il miglior risultato possibile per se stesso. La Mercedes fa paura, il campionato è quasi finito. Nelle ultime gare hanno avuto qualcosa in più, probabilmente hanno portato degli aggiornamenti che gli hanno fatto guadagnare qualche decimo. Certo, Hamilton ha fatto la differenza in gran parte delle ultime gare, ma loro sono la squadra più veloce in pista”.

leclerc

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Massa infine esprime il proprio punto di vista sull’arrivo di Leclerc in Ferrari: “sono molto contento per lui perché merita e secondo me sarà un futuro campione. Ha il talento e la testa giusta, è giovane ed è tranquillo. In più lavora molto bene sotto pressione, cosa che in Ferrari è molto importante. E sono anche contento che si sia deciso di rischiare nel prendere un giovane cresciuto sin da piccolo come pilota della Ferrari, che è un po’ quello che è successo con me. Non ho molto da dirgli perché lui fa tutto in maniera perfetta. Deve sempre tenere i piedi per terra. Entrerà in una squadra grande dove ci sono tanti problemi legati alla pressione, alla stampa, e al fatto che guida una macchina per la quale la gente prova un tifo che è quasi religioso”.

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