Chiellini lancia l’allarme: “in Italia troppo Guardiola e pochi difensori veri”

chiellini Chiellini - AFP/LaPresse

Giorgio Chiellini ha analizzato il proprio ruolo, i difensori vecchio stampo si stanno pian piano perdendo e questo è un male a detta dello juventino

Giorgio Chiellini, capitano della Juventus, ha parlato alla trasmissione polacca Prosto w Szczenę, “condotta” dal compagno bianconero Wojciech Szczesny. Il difensore della Juventus, ha dato diversi spunti interessanti, partendo dalle critiche al calcio moderno e dal fatto che in Italia si è persa la tradizione storica dei grandi difensori: “Ho usato la parola guardiolismo perché ha cambiato il modo di intendere il calcio. Penso che sia importante mantenere qualcosa della nostra identità, siamo italiani, non spagnoli. Possiamo e dobbiamo migliorare, perché il calcio non è rimasto a 30 anni fa, però al contempo dobbiamo mantenere le nostre caratteristiche. Da cinque/dieci anni in Italia non abbiamo difensori di livello internazionale, non è normale. Certo, dobbiamo imparare dai migliori allenatori, però al contempo è importante mantenere le nostre qualità. Prima vedevi i difensori italiani come Gentile, Scirea, Bergomi, Baresi, Maldini, Costacurta, Cannavaro, Nesta, Materazzi… e adesso arrivi alla mia generazione, ci sono Barzagli e Chiellini, Bonucci di 3 anni più giovane, e poi quasi dieci anni di niente. Ci sono Romagnoli, Rugani, Caldara che però sono nati nel ’94-’95“.

Chiellini ha parlato anche della BBC che tanti successi ha portato ai bianconeri: “Il nostro segreto è l’essere complementari. Adesso giochiamo di meno, ma quando giocavamo nella difesa a tre eravamo perfetti, o comunque vicini alla perfezione. Non solo vincevamo, ma lo facevamo muovendoci nella maniera ideale, io non avevo bisogno di vedere Leo o Andrea, sapevo tutto di loro, le loro migliori qualità e i loro punti deboli“. Il difensore della Nazionale ha inoltre analizzato il rapporto intenso tra la retroguardia ed i portieri: “A volte è impossibile bloccare ogni tiro degli avversari, devi pensare da difensore a come puoi aiutare il portiere con la tua posizione. Questo deriva dall’esperienza e dal dialogo con il portiere. Riguardo sempre le partite e studio come prevenire le situazioni di pericolo, ogni errore che faccio è una lezione per me“.

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