Caos Serie B, parla il presidente Balata: “aspettiamoci di tutto il 15 novembre”

Mauro Balata LaPresse/Jennifer Lorenzini

Caos Serie B, il 15 novembre sarà una giornata fondamentale per la questione ripescaggi, anche se il torneo è iniziato ormai da mesi

Il consiglio federale con Gravina? Fare la pecora nera non mi piace. Non ci tengo molto. Il presidente è stato assolutamente gentile, accogliente. Ha condotto il consiglio federale con grande personalità e serenità. Non c’è stato alcun problema. La Serie B adesso a 19 squadre in modo definitivo? Uso ancora il condizionale. Dopo quello che abbiamo visto e passato, aspettiamo ancora questi 15 giorni, poi si vedrà. Certo c’è stata una discussione estremamente approfondita ma anche molto pacata. E’ stato il presidente stesso che ci ha chiesto di fare una riflessione comune con assunzione di responsabilità da parte di tutti“. Lo ha dichiarato il presidente della Lega Serie B, Mauro Balata, a Radio Sportiva, parlando del primo Consiglio Federale con il presidente della Figc, Gabriele Gravina e del format della Serie cadetta. Ora si attenderà il Consiglio di Stato del 15 novembre. “Non amo parlare di vittorie nè di sconfitte. La grande sfida è quella delle riforme che servono per migliorare il mondo calcistico -dice Balata- di cui tutti parlano da tempo e che però bisogna fare. Spero sia l’anno delle riforme per il calcio, ci sono davvero tante cose da fare”. “Se la B può tornare a 20 squadre? Ci possiamo aspettare di tutto, io ieri ho cercato di ripercorrere tutti i passaggi di questa situazione di schizofrenia giudiziaria, durante il consiglio federale. Noi abbiamo iniziato un campionato con 19 società regolarmente iscritte per titoli guadagnati sul campo e per licenze riconosciute e rilasciate dalla Federcalcio, con delibere pubbliche. Non so quale sia il nostro peccato originale. Io credo che tutti i giudici che si sono espressi in questa vicenda hanno affermato un principio: che il bene che va tutelato in modo prioritario è quello della competizione sportiva, della tutela dei milioni di tifosi della B ed anche delle società che hanno titolo a parteciparvi. Il resto sono concetti che non comprendo”.

figcTra le prime riforme da attuare ci sono i criteri di iscrizione ai campionati e ripescaggi, e il format della B in futuro. “Le 19 squadre non è una scelta imposta da noi. Queste erano le squadre che avevano diritto a fare il campionato. Sul format del campionato -aggiunge Balata- dovrò fare un passaggio con gli organi statutari della mia Lega e poi con la Federcalcio”. L’ad del Catania Pietro Lo Monaco ha però parlato di “Golpe” rispetto al campionato a 19 squadre. “Mamma mia. Se un nuovo consigliere federale si esprime così lascio a voi giudicare, non lo sapevo -dice Balata-. Francamente mi cascano le braccia…”. Sulla questione Entella il presidente della Lega di B aggiunge: “Francamente non amo fare considerazioni su vicende che sono ancora pendenti dal punto di vista giudiziario. C’è un’udienza il 6 novembre al Tar del Lazio, c’è anche un problema di un’eventuale riscrittura della classifica che vedrebbe l’Entella a pari punti col Novara, ci sono delle istanze anche da parte del Novara. Io a questo punto non dico più nulla“. Poi sulla riforma della giustizia sportiva, sottolinea. “Il problema è capire quando ci si deve fermare. Esiste il tema dell’autonomia della giustizia sportiva del calcio, un tema delicato di cui ha parlato in tempi recenti anche il presidente della Fifa Infantino. La giustizia sportiva aveva preso decisioni rapide. Il problema è che queste decisioni non sono state accettate, e la situazione è diventata schizofrenica. Iniziative giudiziarie che non abbiamo voluto noi“. Tra gli altri argomenti trattati da Balata anche le risorse dei diritti tv e il Var in Serie B. “Il Var non è un’utopia. Ci sono due tipi di problemi. Uno legato alla classe arbitrale: ci deve essere una squadra formata per la B. C’è anche un problema di costi da affrontare, noi abbiamo meno risorse rispetto alla A. Su questo c’è bisogno di un’azione comune tra noi e la Federazione affinché il Governo metta mano alla famosa legge Melandri, con una percentuale di mutualità che va rivista, noi siamo al 6%. A quel punto anche noi potremmo investire sulla tecnologia. Io sono assolutamente favorevole al Var, uno strumento che porta giustizia e serenità“. (Red-Spr/AdnKronos)

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