‘Costretto ai lavori forzati’, ma la Corte di Strasburgo non fa sconti: Adrian Mutu dovrà pagare 17 milioni al Chelsea

Lapresse/Alessandro Falzone

La Corte di Strasburgo respinge il ricorso di Adrian Mutu: l’ex calciatore romeno sarà costretto a pagare i 17 milioni di multa inflittagli dal Chelsea dopo essere stato trovato positivo al doping nella stagione 2003/04

Nuovi guai all’orizzonte per Adrian Mutu. L’ex calciatore romeno, che in Italia ha vestito le maglie di Inter, Verona, Parma, Livorno, Juventus e Fiorentina fra i suoi diversi anni passati in Serie A, è stato condannato al pagamento di 17 milioni della multa, inflittagli dal Chelsea, per essere stato trovato positivo al doping nella stagione 2003/04. Il TAS ha respinto il ricorso presentato dai legali del calciatore che metteva in dubbio la natura imparziale di due membri del Tribunale sportivo. Secondo Mutu inoltre, la multa, a causa dei 17 milioni da pagare, avrebbe anche violato alcuni dei suoi diritti: il rispetto della vita privata e familiare, a non essere sottoposti a lavori forzati e schiavitù, il rispetto della proprietà privata. La Corte ha invece stabilito l’imparzialità del TAS, respingendo le accuse verso i giudici, e chiarito la questione della violazione dei diritti dichiarando che le prove fornite da Mutu: “non dimostrano l’esistenza di una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e a non essere sottoposti a lavori forzati e schiavitù“.

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