WWE – Dean Ambrose shock: “ho avuto un’infezione, stavo per morire! Pensavo di perdere il braccio”

Credits: Instagram @instawwefans__

Dean Ambrose ha svelato un particolare retroscena riguardante il suo lungo periodo di assenza per infortunio: non solo un problema al braccio, ma anche un’infezione da stafilococco hanno tenuto lontano il membro dello Shield dal ring per più tempo del dovuto

L’infortunio al braccio rimediato da Dean Ambrose ha avuto dei tempi di recupero alquanto lunghi. Nei mesi scorsi, tutti i fan si sono chiesti come mai il membro ‘mancante’ dello Shield non fosse ancora tornato e quanto tempo gli servisse ancora per recuperare dal suo problema fisico. Tornato in pompa magna nelle ultime settimane, Dean Ambrose si è ripreso subito le luci della ribalta, riunendosi a Seth Rollins e Roman Reigns, riformando lo Shield. Intervistato ai microfoni di The Monitor però, Ambrose ha svelato un particolare agghiacciante riguardante il suo periodo di riabilitazione, allungatosi a dismisura per colpa di un’infezione che gli sarebbe potuta costare molto caro: “è stato un incubo dopo l’altro. E’ stato un periodo piuttosto impegnativo da superare. Alla fine sono stato operato due volte. Ho avuto questo stafilococco, sono quasi morto. Sono stato in ospedale per per una settimana attaccato ad una flebo di antibiotico e poi ho dovuto prendere per mesi quegli antibiotici che ti fanno vomitare e fartela addosso. Quindi è stato un periodo abbastanza schifoso. Il mio braccio non stava guarendo correttamente, e il mio tricipite… E’ il periodo indefinito in cui mi ero appena fatto male. Pensavo che fosse… lo chiamiamo “Dusty elbow”. E’ una cosa piuttosto tipica nel wrestling. Ti viene questa sacca di fluido sul gomito dopo averlo sbattuto, io l’ho avuto dozzine di volte su entrambe le braccia. Di solito se ne va. Era mascherato, diciamo. Quando mi sono finalmente sottoposto al primo intervento, il mio tricipite aveva già iniziato ad atrofizzarsi e ad avere uno strano aspetto. Non sono riuscito a fletterlo per molto tempo. E poi l’intervento non ha realmente funzionato, qualcosa è andato storto nel processo, probabilmente a causa dell’infezione. E’ difficile dire quando me la sia presa, di preciso. Per un momento è diventato spaventoso. Quando sono arrivato al secondo intervento, a marzo, mi pare, il mio braccio era così rattrappito e scheletrico da essere strano. Non ero stato in grado di muoverlo da così tanto che stavo iniziando a pensare che non lo avrei più riavuto. Passare dal non poter più mangiare i miei cereali a poter tornare nel ring, lanciare la gente in giro, tirare pugni e fare tutto in maniera normale è stata una cosa davvero gratificante”.

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