US Open – Altro che Serena Williams! ‘Vero’ sessismo contro Vandeweghe e Barty: “non potete parlare, tocca agli uomini”

LaPresse / TIMOTHY A. CLARY / AFP

Dopo il caso Sernea Williams, fa discutere un altro episodio di sessismo agli US Open: a Vandeweghe e Barty, campionesse di doppio, è stato negato il discorso di ringraziamento per far iniziare la finale maschile

Gli US Open sono un torneo… sessista? È questa la domanda che diversi fan del tennis di tutto il mondo si sono posti negli ultimi giorni. È iniziato tutto con il clamoroso caso della sfuriata di Serena Williams, punita con un warning per coaching dall’arbitro, a suo dire ingiustificato. La tennista americana ha accusato l’arbitro di essere ‘ladro’ e ‘sessista’, in quanto quella chiamata non l’avrebbe mai fatta se in campo ci fosse stato un uomo. Verità o semplice esagerazione dovuta allo sfogo del momento? Probabilmente la verità sta nel mezzo: è vero che il warning per coaching (lo fanno tutti!) poteva essere evitato, ma la reazione di Serena Williams è stata spropositata, particolarmente in relazione al suo blasone.

Un altro episodio, legato al sessismo, sta facendo però discutere nelle ultime ore. Coco Vandeweghe e Ashleigh Barty, campionessa di doppio femminile agli US Open, hanno chiarito il motivo del loro mancato discorso di ringraziamento. Le due ragazze hanno spiegato di essere state ‘allontanate’ in fretta e furia per dar spazio alla finale maschile che, vista la durata di oltre 2 ore del doppio femminile, rischiava di iniziare in ritardo. Vandeweghe ha dichiarato: “sono delusa dal fatto di non aver avuto nessun tipo di cerimonia di premiazione. Non abbiamo potuto ringraziare nessuno. Penso sia stata maleducazione. Forse avremo un’altra occasione in futuro, giocheremo un altro Slam in Australia. Forse me lo faranno fare in Australia, visto che negli USA non me lo hanno permesso“.

Le ha fatto eco la compagna di doppio Barty: “gli uomini dovevano iniziare. Ad essere onesta, non credo che si sarebbero preoccupati di iniziare 10 o 15 minuti in ritardo. Penso che sarebbe stato bello per noi poter essere in grado di ringraziare i nostri team e tutta la gente che ha reso possibile tutto ciò, nonchè ringraziare il pubblico al meglio. Erano un po’ confusi sul perchè non ci fosse stata data l’opportunità“.

Di certo non un gesto nobile: gli US Open dovranno chiarire anche questo particolare episodio.

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