Roberto Mancini si unisce al coro dei Ct ipocriti

roberto mancini Jennifer Lorenzini/LaPresse

Roberto Mancini sta ripercorrendo le orme di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale, con richieste che cozzano col suo passato all’Inter

Il ruolo del Ct si sa, è ben diverso da quello di un allenatore di club. Fare il selezionatore prevede aspetti molto più sottili ed una responsabilità maggiore, dato che si sente un po’ addosso il peso di una nazione intera. Roberto Mancini si è subito calato in questo nuovo ruolo dimostrando, come i suoi predecessori, di dimenticare il passato da allenatore di club. Alcune sue dichiarazioni cozzano infatti con quanto fatto negli anni passati, in uno ‘stile’ che sembra vicino a quello di Conte. Ma andiamo con ordine.

“Mai da noi è stato così basso l’utilizzo degli italiani, e allora dobbiamo inventarci qualcosa. E per questo faccio un certo tipo di convocazioni: credo che ci siano italiani molto bravi, sicuramente più bravi di tanti stranieri che giocano al posto loro. Allora non ci resta che aspettare e sperare di vedere in campo i nostri ragazzi con costanza e ad alti livelli”. Normale amministrazione, frasi che sembrano scritte da decenni e che i vari Ct leggono a ripetizione una volta sedutisi sulla panchina azzurra. I Ct però dimenticano il passato troppo in fretta. Mancini non è certo rimasto nella storia per aver lanciato tanti italiani, la sua Inter era una delle squadre più ‘straniere’ della storia. Lo ‘stile’ Conte sta proprio in questo. Il tecnico ex Juventus voleva gli stage e criticava gli allenatori di club, quando lui fu il primo a non voler mandare i calciatori in Nazionale. Insomma, il Ct-ipocrita torna a colpire, dimenticando il proprio passato da allenatore di club.

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