La rivoluzione gentile di Carlo Ancelotti al Napoli

Alla vigilia di Juventus-Napoli che si giocherà sabato 29 settembre nell’inusuale orario delle 18, la rivoluzione gentile di Carlo Ancelotti può dirsi già avvenuta in casa azzurra

Non si tratta tanto del modulo scelto per mettere la squadra in campo, comunque variato rispetto al 4-3-3 degli ultimi tre anni, ma della vorticosa rotazione dei giocatori nell’11 titolare.

A fine settembre, l’allenatore emiliano ha già fatto giocare dal primo minuto ben 21 giocatori diversi, quasi due squadre al completo, un numero esorbitante su cui nessuno avrebbe puntato, neppure nei migliori siti scommesse, praticando un turn over totale che sta riguardando anche i portieri: con Meret ancora ai box, il greco Karnezis ed il colombiano Ospina si stanno alternando tra i pali. Ma in realtà in tutti i settori del campo, Ancelotti non ha lesinato cambi a profusione a differenza di quello che ha fatto la gestione Sarri nel corso della sua permanenza triennale a Napoli.

Nella partita infrasettimanale contro il Parma ha stupito davvero in positivo, l’inserimento del francese Kévin Malcuit nel ruolo di terzino destro. C’erano state molte perplessità sul giocatore da parte degli addetti ai lavori, ma l’ex giocatore della Lilla ha saputo dimostrare di essere già in ottima simbiosi con i compagni e con gli schemi del mister, dimostrando anche una eccellente fisicità ed una tecnica invidiabile.

Malcuit non è stato l’unico “outsider” a ben figurare con il Napoli in queste prime giornate: Luperto adattato a terzino sinistro nell’attesa del ritorno di Ghoulam, Rog finalmente titolare dopo due stagioni con un minutaggio risibile, le ottime prove del nuovo arrivato Fabian Ruiz senza tralasciare la rotazione davanti dove Verdi, steccata la prima con la Sampdoria, si è riscattato contro il Torino ed anche con il Parma se pur da subentrato.

Proprio quello di puntare troppo sempre sugli stessi 11 (12 considerando anche Zieli?ski), è stato il limite più evidente di Maurizio Sarri che per il resto ha fatto giocare il suo Napoli in modo meraviglioso tanto da meritare anche i complimenti di importanti colleghi come Guardiola. Oltre all’estetica, Sarri ha fatto anche il record di punti nella storia del Napoli, 91, che in qualsiasi altra stagione avrebbe significato scudetto, ma l’eccedere nel puntare sui “soliti noti” ha portato alcuni giocatori ad arrivare esausti alla fine della stagione.

Si dice che il Napoli abbia perso lo scudetto la scorsa stagione prima ancora di scendere in campo la Fiorentina, guardando in albergo Inter -Juve, ma la sensazione è che tutte le energie, anche quelle nervose, fossero terminata proprio dopo la storica vittoria in casa dei bianconeri.

La Juve di Allegri comunque finirà il big match, sarà ancora in testa. Ovvio che l’esito del match darà una indicazione sugli equilibri del campionato ma la rivoluzione gentile di Carlo Ancelotti è davvero iniziata con il piede giusto dopo un eccesso di pessimismo da parte della piazza partenopea ingiusto se pensiamo al palmares nazionale ed internazionale dell’allenatore che, stando a varie ricostruzioni, per allenare il Napoli ha pure rifiutato il ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana.

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