Troppo Real per una modesta Roma, Di Francesco primo imputato per una serata da incubo

Fabio Rossi/LaPresse

Roma rimandata al Bernabeu, il Real Madrid domina in lungo e in largo stendendo i giallorossi 3-0 grazie ai gol di Isco, Bale e Mariano Diaz

Troppo Real Madrid per una modesta Roma, troppo divario tecnico tra due formazioni che navigano su due lunghezze d’onda differenti. I blancos fanno quello che vogliono al Bernabeu, annichilendo la formazione di Eusebio Di Francesco, da cui ci si sarebbe aspettato molto di più dopo la semifinale della scorsa stagione.

Luciano Rossi AS Roma

Invece i giallorossi pensano più a difendersi che ad attaccare, subendo le avanzate degli avversari senza riuscire ad arginare lo strapotere fisico di Bale e compagni. Finisce 3-0 per gli uomini di Lopetegui, ma il risultato sarebbe potuto essere ancora più pesante, se solo Benzema e lo stesso gallese avessero trasformato un terzo delle occasioni avute nel corso dei novanta minuti. Dzeko non pervenuto, Under idem, con Olsen l’unico a salvarsi in una mare di mediocrità. Rimandato anche il deb Zaniolo, troppo complicato riuscire ad imporsi al Bernabeu, in uno stadio che trasuda storia e leggenda. Un azzardo quello di Eusebio Di Francesco, perso già dopo dieci minuti del secondo tempo, al momento della sostituzione dell’ex Inter con Pellegrini. La punizione di Isco, la cannonata di Bale e la perla di Mariano Diaz non rendono l’idea dell’andamento della partita, una serata completamente da archiviare per la Roma, che sembra davvero la brutta copia della squadra riuscita ad annichilire il Barcellona nei quarti di finale della scorsa edizione di Champions League.

Luciano Rossi/ LaPresse

Nemmeno i cambi sembrano dare nuova linfa, con Schick avulso dal gioco e Perotti lontano parente del giocatore ammirato in passato. Per Di Francesco c’è davvero molto da lavorare: giocando così, la qualificazione rischia di diventare un tremendo miraggio.

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