Osvaldo ed il parallelismo con Cristiano Ronaldo: “lui torna a casa e fa addominali, io accendo il barbecue”

osvaldo LaPresse/Daniele Badolato

Pablo Daniel Osvaldo è diventato musicista dopo una carriera da calciatore nella quale ha giocato in tanti top club della nostra Serie A

Pablo Daniel Osvaldo ha lasciato il calcio per dedicarsi al mondo della musica. L’ex juventino ha fatto una scelta di vita, ben ponderata e mai rimpianta. Osvaldo ha parlato a Marca, spiegando i motivi che lo hanno portato a tale drastica decisione: Non rinnego la mia vita da calciatore e il calcio in generale. Mi ha dato tanto, ma troppo spesso mi sentivo come pesce fuor d’acqua. Ora sono felice, più di prima. Il calcio mi ha reso felice, ma l’atmosfera del calcio, no. Mi sentivo sempre più sopraffatto dall’atmosfera. Attenzione, non rinnego affatto il calcio: lo adoro ed è la cosa più bella che mi sia successa nella vita. Ma la pressione del giudizio delle persone, tutti che vogliono esprimere le proprie opinioni e vivere la vita degli altri quando non sanno come vivere la propria vita. I personaggi pubblici hanno gli stessi problemi di chi vende verdure nell’angolo. Il calcio mi ha dato la possibilità di aiutare la mia famiglia. Per realizzare il sogno di dire al mio vecchio di non lavorare più. Mi ha permesso di viaggiare e di conoscere il mondo, di cambiare la mia mente e la mia vita. Mi piace la strada che mi ha regalato il calcio, ma mi ha tolto la libertà. E la mia libertà non ha prezzo e non è negoziabile”.

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Alfredo Falcone/LaPresse
ALFREDO FALCONE

Osvaldo ha fatto anche un parallelismo con Cristiano Ronaldo e Messi: “Mi piacerebbe essere Ronaldo? A Cristiano piace tornare a casa e fare 150 sit-up, a me piace accendere un fuoco per un arrosto. Se vorrei essere Messi? No. Mi piacerebbe giocare come lui, quello si, ma poverino, non ha vita! Vive in una prigione d’oro. Non potrei essere qui a bere qualcosa. A quei livelli non sei nemmeno a casa. Compri la più grande televisione del mondo e poi non puoi stare in salotto a godertela. Perché prendi una Ferrari per andare ad allenarti al campo che dista 15 minuti? Non mi è mai importato del denaro, ma, occhio, ho anche speso in cose stupide. E ora anche, ma in modo più economico. Se fossi Messi, non lascerei il calcio, anche se volessi. Sei il migliore del mondo e questo è vale qualcosa. Però non si tratta di fare solo ciò che sai fare meglio, devi dedicare 24 ore al giorno, 365 giorni”.

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