Novak Djokovic senza peli sulla lingua: “Lahyani? Se sbagliano anche gli arbitri vanno puniti”

djokovic AFP/LaPresse

Novak Djokovic ha commentato la recente sospensione dell’arbitro Mohamed Lahyani, avvenuta dopo lo strano discorso con Kyrgios durante gli US Open

L’edizione 2018 conclusasi da qualche settimana ha portato con sè diverse polemiche. Dal caldo atroce alla questione ‘sessismo’, per non parlare del ‘discorso motivazionale’ fatto dall’arbitro Lahyani a Nick Kyrgios. Quest’ultimo episodio, uno dei più controversi, è costato ben 2 settimane di stop al direttore di gara. Una decisione che ha fatto molto discutere, ma che è stata appoggiata da diversi tennisti, non tanto per aver coinvolto Lahyani, ma per aver ottenuto la prova che anche un arbitro, se sbaglia, può essere punito.

Novak Djokovic ad esempio, ha commentato così la vicenda: “beh, anche loro sono esseri umani. Dobbiamo capire che non possono essere sempre al loro massimo, anche se poi devo anche stare dalla parte dei giocatori e sono pienamente d’accordo con quelli che dicono che quando siamo noi a sbagliare, sia perchè violiamo certe regole verbalmente sia perchè spacchiamo la racchetta o qualunque cosa sia, prendiamo un warning. Siamo poi multati con una significativa pena in denaro. Perciò quello che i giocatori in generale stanno dicendo è che anche gli arbitri dovrebbero essere responsabili delle loro azioni e dunque anche loro dovrebbero essere multati, se commettono un grosso errore che cambia il corso di una partita. Su questo concordo, sebbene debba anche provare ad essere comprensibile e a capirli. […] Sono stato io stesso protagonista di accese discussioni con i giudici di sedia […]; a volte senti che una chiamata non è quello che ti saresti aspettato, ed inizi a discutere. Non nego che avevo torto io in quelle discussioni, anche se in alcune avevo ragione. Ma in generale penso che tutti dobbiamo essere responsabili delle nostre azioni. Lahyani? Forse due tornei senza paga è un po’ troppo. Ma allo stesso tempo, ci dovrebbe essere una sorta di sorveglianza sulle responsabilità e le azioni di Mohamed in questo caso e in generale degli arbitri. Le autorità sono lì proprio per supervisionare, giudicare, valutare e prendere decisioni. Penso che i giocatori saranno felici, non perchè faccia loro piacere che Mohamed sia stato multato e sanzionato in quel modo, ma perchè in generale c’è questa sorta di multa che è stata comminata in questo caso particolare e che ci mostra che a pagare se si viola il regolamento non sono solo i giocatori ma anche i giudici. Io adoro Mohamed. Penso che sia una brava persona e che porti in campo tanta energia positiva. Fa il suo lavoro con passione, il che non è facile a volte per gli arbitri. Mi dispiace che abbia passato questo momento, ma allo stesso tempo sono sicuro che i giocatori gradiranno il fatto che qualcuno sia stato multato per i propri errori e le proprie azioni”.

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