NBA – Tony Parker svela: “questione di soldi? No, ecco perchè ho detto addio ai San Antonio Spurs”

tony parker LaPresse/Reuters

Dopo 17 anni con la maglia di San Antonio, Tony Parker ha firmato con gli Charlotte Hornets: non è stata però una questione di soldi, ecco perchè il playmaker francese ha detto addio agli Spurs

Un’intera carriera passata con la maglia nero-argento, 17 anni a guidare, palla in mano, le azioni dei San Antonio Spurs come espressione pratica delle idee di coach Popovich. Tony Parker è stato il cervello della franchigia texana fino all’ultima partita della stagione appena conclusa. Nella prossima vestirà altri colori, quelli degli Hornets. Sembrava dovesse lasiare da giocatore di San Antonio, ma invece la ricerca di nuovi stimoli lo ha spinto fino a Charlotte. Non una questione di soldi, ma la voglia di affrontare nuove sfide. Lo ha spiegato lo stesso Tony Parker durante la trasmissione l’Expresso in onda su BeIn Sport: “è strano. Bisogna che mi abitui ai miei nuovi colori. Fa strano vestire blu e viola quando hai giocato in bianco e nero per 17 anni. È vero che ho vissuto dei momenti incredibili con gli Spurs, ma avevo voglia di cambiare e voglia di una nuova sfida. Quando Michael Jordan, il mio idolo, mi ha chiamato, mi son detto… andiamo. […] Per me, completare la carriera nel suo club è come  chiudere un cerchio. È qualcosa di speciale perché lui mi ha spinto a giocare a pallacanestro. La mia maglia sarà certamente ritirata a San Antonio, ma è per questo che c’è stato un piccolo malinteso […]. Loro dicevano che avrei chiuso la mia carriera a San Antonio, ma io volevo lasciar intendere che lì ritireranno la mia maglia. […] Farò due anni a Charlotte e poi lascerò. Gli Spurs mi proponevano gli stessi termini contrattuali di Charlotte, ma non era una questione di soldi. È importante che la gente lo sappia perché molte persone se la sono presa con gli Spurs pensando che non mi avessero offerto questo o quello. Mi è stato proposto qualcosa di simile, ma non volevo finire a fare l’assistente allenatore, che era ciò che mettevano sul tavolo. Ho scritto per questo motivo la lettera d’addio a San Antonio, volevo che ci si concentrasse sui 17 splendidi anni passati assieme piuttosto che sulla fine della carriera”.

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