Nazionale, riflessioni “lucide” dopo aver sparato sulla croce rossa targata Mancini

mancini Photo by Francisco LEONG / AFP

Roberto Mancini alle prese con critiche troppo feroci per i suoi reali demeriti dopo pochissime settimane alla guida della Nazionale italiana

Tutti contro la Nazionale di Roberto Mancini. Una moda alla quale in molti hanno preso parte in queste ore, dopo la sconfitta in casa del Portogallo per 1-0. In pochi però forse hanno tenuto conto di alcune attenuanti che questa squadra inevitabilmente ha. Forse ci si dimentica che l’Italia arriva dal punto più basso mai toccato e sta intraprendendo un percorso di rinnovamento massiccio. Partendo da queste basi, davvero si pensava d’avere frutti sin da subito? Inoltre, nella formazione di ieri sera, non era impossibile scorgere alcune novità davvero clamorose, che avevano il chiaro sapore di un messaggio da parte di Mancini. “Adesso è il momento di far giocare i giovani, non importa del risultato”, è sembrato dirci il Mancio, ma forse non a tutti è arrivato questo sms. Cambiare 9 uomini rispetto alla partita precedente, schierare esordienti, un nuovo modulo, una difesa (e non solo) piena di giovanissimi, tutti segnali di ciò che il Ct cercava dalla gara col Portogallo. Stampa ed opinione pubblica però forse volevano altro. Forse preferivano vedere ancora Buffon, De Rossi, Barzagli e company in campo, strappando forse un risultato migliore.

Fabio Ferrari/LaPresse

La verità è che in questa Nazione non siamo mai contenti. Se giocano i giovani servivano i vecchi, se giocano i vecchi spazio ai giovani. Se Mancini cerca nuove soluzioni tattiche sbaglia a non dare certezze, se prosegue col 4-3-3 sbaglia a non cambiare dopo la deludente gara con la Polonia. A nostro parere, è chiaro che serva del tempo a Mancini ed ai nuovi ragazzi per rendersi effettivamente conto di cosa voglia dire giocare in Nazionale. Avere responsabilità, trovarsi davanti calciatori di spessore e giocare per un popolo intero, non è certo la stessa cosa di scendere in campo al Mazza con la maglia della Spal. Questa Nazionale è sulla strada giusta, Mancini sta abbassando l’età media, sta inserendo i nuovi talenti che rappresenteranno il futuro azzurro e lo sta facendo gradualmente, passando anche per qualche sconfitta cocente, ma per risalire dalle ceneri serve anche questo. Incredibile pensare ad un’accelerazione da 0 a 100 in pochissimi mesi di “lavoro” (quanto il tempo reale?) alla guida della Nazionale. Donnarumma, Florenzi, Caldara, Romagnoli, Emerson, Verratti, Jorginho, Pellegrini, Bernardeschi, Balotelli, Chiesa… l’Italia del futuro ha più o meno questa conformazione e Mancini sembra aver virato in maniera decisa in questa direzione, la direzione giusta.

Valuta questo articolo

Nessun voto.
Please wait...


FotoGallery