Italia, orgoglio e pregiudizio: talento e grinta nel pareggio contro la Polonia, ma giù le mani dal ‘solito Balotelli’

Fabio Ferrari/LaPresse

Italia-Polonia termina 1-1, con gli azzurri che rimontano lo svantaggio iniziale, giocando un ottimo secondo tempo: prova opaca per Balotelli, sostituito per infortunio e ‘ingiudicabile’

Al Dall’Ara di Bologna, l’Italia di Roberto Mancini esordisce con un pareggio nella prima sfida di Nations League, neonata competizione per Nazionali europee. Gli azzurri aprono ufficialmente il nuovo ciclo post ‘disastro svedese’, con annessa mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, con una veste tutta nuova: mancano diversi veterani, Buffon e Barzagli su tutti; inseriti in gruppo tantissimi giovani; ma soprattutto talento e propensione offensiva al potere. Il diktat di Mancini appare chiaro, la coesione di squadra però lascia, naturalmente, ancora a desiderare. Motivo per il quale l’inizio, contro una Polonia più esperta e compatta, sembra col freno a mano. Tanti gli errori di misura; larghi spazi fra il centrocampo e la difesa permettono a Zielinski di agire indisturbato fra le linee, con la complicità di Lewandowski, rendendolo letale in più occasioni: Donnaruma risponde più volte presente, ma a pochi minuti dallo scadere del primo tempo, il trequartista del Napoli trova il modo di segnargli il terzo gol in poco più di due settimane (dopo i primi due di Napoli-Milan). Italia che non riesce a reagire: centrocampo che non sembra in grado di dettare correttamente i tempi di gioco e innescare la qualità dell’attacco, specialemente Insigne, spesso fuori dalla partita, a differenza di un Bernardeschi pimpante ma molto isolato.

Capitolo a parte per Mario Balotelli. L’attaccante del Nizza non ha vita facile a giocare spalle alla porta e soffre di un problema al flessore, per il quale è stato sotituito nei primi minuti della ripresa, che hanno reso la sua partita praticamente ingiudicabile. Qualcuno direbbe negativa, ma l’entrata di Belotti nella ripresa non ha poi dato chissà quale scossa, specialmente in zona gol. Superficiale ricordare le qualità di Balotelli che, in quanto a tecnica, tiro da fuori area e talento differisce da qualsiasi membro del reparto offensivo azzurro. Niente giudizi affrettati dunque sul ‘solito Balotelli‘, diamo fiducia all’intero gruppo, per trarre le somme ci sarà tempo.

Particolarmente vista la ripresa. Nel secondo tempo l’Italia scende in campo con un piglio diverso: gli ingressi di Bonaventura e soprattutto quella di Chiesa, danno nuovo slancio alla manovra. L’esterno della Fiorentina si procura il rigore del pareggio, trasformato da Jorginho al primo gol in 9 presenze in Nazionale. Italia che lotta con grinta e mette più volte paura alla Polonia, ma che non trova la rete del 2-1. Un pareggio tutto sommato giusto, visto il primo tempo sottotono, ma che fa ben sperare in vista del futuro. Personalità, gioventù e talento: è un’Italia nuova, da guardare con fiducia.

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