“Sdraiato a letto e col ghiaccio sul piede non riesco a pensare a…”: la lunga lettera di Jorge Lorenzo dopo la caduta di Aragon

AFP/LaPresse

Jorge Lorenzo e le montagne russe come metafora di vita: il lungo post del maiorchino della Ducati dopo la caduta di ieri al Gp di Aragon

Domenica deludente, amara e dolorosa, quella di ieri, ad Aragon per Jorge Lorenzo: il maiorchino della Ducati, partito in pole position sul circuito del Motorland, è finito rovinosamente a terra alla prima curva, dicendo definitivamente addio alla sua gara e riportando conseguenze non troppo gravi, che hanno però costretto i medici ad ingessargli il piede destro per una lussazione ed una microfrattura.

Dopo lo sfogo post gara di ieri, nel quale Lorenzo ha puntato il dito contro Marc Marquez, accusandolo di essere colpevole della sua caduta, il ducatista è tornato a parlare oggi, poco fa, con un lunghissimo post sui social:

Ho sempre pensato che la vita e lo sport fossero come montagne russe, un misto di momenti ed emozioni. Come nella famosa attrazione, possiamo ritrovarci presto con una salita lunga e stabile. Quando sei un novizio, pensi che la tua vita sarà sempre così, in continua ascensione. Pensi, ingenuamente, che quelle discese che i tuoi genitori o i tuoi amici hanno sofferto non dovranno accadere a te. Anche a quelli che, come me, sono andati su e giù centinaia di volte ci piace ignorare ciò che già sappiamo: tutto ciò che sale deve scendere. Perché alla fine arriva sempre quella caduta, a volte così brusca e lunga che sembra che sarà la fine (anche se quasi mai lo è). Tra questi due momenti estremi ci sono anche alti e bassi più corti, ‘giri della morte’ che ti fanno perdere il nord e curve cieche che ti rendono impossibile sapere esattamente quale sarà il tuo destino. Grazie a questo contrasto di emozioni, ci si sente vivi ed è per questo che le montagne russe sono così avvincenti. Per apprezzare la soddisfazione e la sicurezza di un’ascensione, devi attraversare l’angoscia e i dubbi generati da una discesa. Per apprezzare la chiarezza della visione è necessario passare attraverso i ‘giri della morte’ e per rendere la vita non prevedibile sono necessarie curve cieche. Penso che ognuno di noi viva montato sulle nostre montagne russe. E anche se a volte arriviamo prefabbricati, nella maggior parte dei casi siamo noi stessi gli ingegneri / costruttori. Ovviamente, una volta saliti in macchina, possiamo decidere solo il modo in cui vivremo quei momenti. Sì, ieri ho vissuto la mia ultima discesa. Non mi è piaciuto, in realtà l’ho odiata con tutte le mie forze mentre mi stavo maledicendo per non averlo previsto prima. Ora, sdraiato sul letto e con il piede avvolto in un impacco di ghiaccio, non riesco a smettere di pensare a come migliorare le mie prossime montagne russe e se vado a vivere meglio.

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