MotoGP – Infortunio Rabat, il retroscena shock: “credevo di perdere la gamba. Morbidelli? Non mi ha nemmeno chiamato”

tito rabat AFP/LaPresse

Tito Rabat ha ricostruito la dinamica del suo infortunio a Silverstone, spiegando le sue sensazioni dopo l’impatto con la moto di Morbidelli: lo spagnolo ha anche svelato di non essere stato contattato dal pilota italiano

Il terribile incidente che ha coinvolto Tito Rabat durante le FP4 di Silverstone è ancora negli occhi di tutti. Lo spagnolo è stato colpito dalla Honda di Morbidelli dopo una caduta. Il pilota della Ducati Avintia ha rimediato una tripla frattura alla gamba destra ed è stato trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Coventry per le prime cure mediche: Rabat, ricoverato in sala operatoria, è finito sotto i ferri per ridurre le fratture di femore tibia e perone. Dopo circa una settimana di ricovero, Rabat è stato trasferito all’ospedale di Barcellona con un aereo medico specializzato. Il dottor Ginibreda che si è occupato delle cure di Rabat a Barcellona ha dichiarato: “Tito si riprenderà il prima possibile, ma per ora non oso ipotizzare una data di rientro. Sarà necessario valutare il momento in cui potrà salire in moto ed i rischi che comporterà. Abbiamo pianificato una serie di azioni volte ad accelerare il consolidamento e potrebbe anche guidare la moto prima che le fratture si siano consolidate del tutto, ma bisogna sempre valutare i rischi“.

Adesso che il peggio sembra passato, nonostante non sia ancora stata stabilita una data per il possibile rientro in pista, Rabat ha la forza di ricostruire quanto accaduto. Il pilota spagnolo ha spiegato di aver temuto di perdere la gamba, rivelando in oltre di non aver ricevuto una chiamata importante: “il peggio è stato il dolore, che praticamente non mi ha permesso di dormire. Non pensavo che da avrei perso la gamba da un momento all’altro, ma l’ho vista per terra, contorta come se fosse una S. Stavo perdendo molto sangue ed ho avuto paura. D’ora in poi, ogni volta che cadrò di nuovo, guarderò subito indietro. In quel momento ho visto che Rins mi stava avvisando di andarmene da lì, poi la moto di Morbidelli si è avvicinata a me molto velocemente. Per fortuna ero in piedi, altrimenti sarebbe stato molto peggio. Franco è uno dei pochi che non mi hanno contattato“.

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