Dagli esordi sui kart al sedile in F1, Giovinazzi racconta il suo percorso sportivo: “è stata lunga fino a qui”

photo4/Lapresse

Antonio Giovinazzi racconta il suo esordio sui kart, il pilota che dall’anno prossimo sarà sulla Alfa Romeo-Sauber entusiasta per l’avventura che l’attende in Formula Uno

Dopo l’annuncio che ha incoronato Antonio Giovinazzi pilota per la stagione 2019 dell’Alfa Romeo-Sauber, il pugliese si è più volte detto emozionato per ciò che l’attende il prossimo anno. Anche ai microfoni di Sky F1, Giovinazzi ha espresso tutto il suo entusiasmo per la notizia ricevuta solo qualche giorno fa direttamente dalla voce di Maurizio Arrivabene.

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Dal podio in kart il mio obiettivo era diventare un pilota F1. – ha raccontato emozionato Antonio a Federica Masolin – Dopo l’arrivo in F2, il terzo posto da pilota in Ferrari è arrivata la chiamata della Alfa Romeo. Mi ha chiamato Maurizio (Arrivabene, ndr) e mi ha comunicato questo. Sapere che il prossimo anno sarò in griglia è un’emozione unica. Dopo averlo saputo ho chiamato subito i miei, prima però mi sono accertato che mio padre non era alla guida e poi gli ho detto ‘pà ce l’abbiamo fatta’. Dai baby kart alla F4, poi la  F3, quanti sacrifici abbiamo fatto per arrivare a questo obiettivo ambito?!”. 

Dai test al simulatore con la Ferrari, sono sicuramente un pilota diverso da quando sono arrivato alla Ferrari. – ha spiegato GiovinazziRingrazio la Ferrari per quello che ho imparato. Ho seguito Seb e Kimi e ho cercato di capire cosa facevano per migliorare. Sono contentissimo di Kimi come compagno di squadra, lui se gli chiedi qualcosa ti dà una mano, è un campione del mondo! Nel 2007 quando ha vinto il titolo io avevo 14 anni. Affrontate la prima stagione in F1 sarà difficile con un campione del mondo accanto ma sarà anche emozionante ed io cercherò di seguirlo in tutto e per tutto. Voglio fare un bellissimo anno insieme a lui, il mio obiettivo è quello di lavorare tantissimo”.

Poi sui giri compiuti ieri sulla monoposto che l’anno prossimo sarà la sua, il pilota di Martina Franca ha concluso: “ho sentito la macchina che è migliorata tantissimo ed ho usato un hypersoft per la sessione. È stata la mia prima top ten, ho festeggiato così questo sedile”. 

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