Jason Kidd e quel retroscena su Gary Payton: “mi fece piangere, sta per lasciare il basket prima dell’NBA”

LaPresse/Reuters

Jason Kidd ha raccontato un curioso aneddoto legato al suo passato, riguardante un episodio in cui Gary Payton gli fece quasi lasciare il basket

Jason Kidd è considerato come una delle più grandi menti cestistiche del basket NBA. Molto più da giocatore che da allenatore. In carriera ha vinto l’anello con i Mavericks nel 2011, è il secondo miglior assistman di sempre (12.o91), è il terzo uomo nella classifica delle triple doppie All-time (107), è stato 10 volte All-Star ed è stato inserito 9 volte nell’All-Defensive Team. Traguardi e riconoscimenti che gli sono valsi un posto nella Hall of Fame NBA, nella quale verrà introdotto da Gary Payton. E pensare che proprio Gary Payton, in passato, stava per fargli abbandonare il basket prima che arrivasse addirittura in NBA. Lo ha raccontato lo stesso Kidd in un’intervista ad ESPN: “oh, ci sono state lacrime e ho pianto. I miei genitori mi hanno chiesto: ‘cosa c’è che non va?’ Penso che dovrei scegliere uno sport diverso perché non sono molto bravo in questo’. Gary non mi ha lasciato segnare. Mi diceva che non avrei segnato, che ero debole e che non ero abbastanza bravo. E per un ragazzino delle superiori, che è stato ‘costruito’ per essere questo grande giocatore delle scuole superiori, è stato molto umiliante e difficile da digerire. Quindi, sono stato al limite dall’uscire di scena o continuare a provare per cercare di capire un modo per segnare“.

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