F1, Toto Wolff e quelle picconate alla sua credibilità: “ordini di scuderia? Non mi piacciono e fanno male allo sport”

toto wolff bottas LaPresse/Photo4

Il team principal della Mercedes continua a condannare gli ordini di scuderia nonostante i fatti di Monza

Toto Wolff non vuole saperne di dire la verità, continuando a portare avanti la propria tesi che condanna gli ordini di scuderia.

Photo by Miguel MEDINA / AFP

Il team radio rivolto a Bottas durante il Gp di Monza sconfessa però chiaramente il team principal della Mercedes, apparso alquanto adirato davanti alle domande dei media subito dopo la gara italiana. Intervistato da Motorsport.com, Wolff è tornato sulla questione, non prima però di parlare della situazione in casa Ferrari: “l’impressione è che la ‘Rossa’ abbia qualcosa in più in qualifica che non riesce a trasferire in gara, ma non voglio andare oltre, non voglio che venga letta in un modo che si presti ad interpretazioni. Abbiamo visto che hanno una monoposto molto, molto veloce, sia in qualifica che in gara, ma non è stato possibile vedere cosa avrebbe potuto fare Sebastian se fosse stato nelle condizioni di disputare una corsa senza i danni che ha subito la sua vettura. Non possiamo sapere come sarebbe finita senza quel contatto“.

Hamilton e Bottas

Photo4/LaPresse

Il team principal della Mercedes torna poi sull’ordine di scuderia dato a Bottas: “la strategia di Valtteri non ha funzionato solo a favore di Lewis, riuscendo a tenere Kimi alle spalle, ma ha anche lavorato per la sua gara. Sapevamo che era necessario tenere Valtteri in pista il più a lungo possibile, perché aveva già perso il terzo posto nei confronti di Verstappen. L’obiettivo era quello di metterlo nelle condizioni di poter essere in pista nelle fasi finali di gara con delle gomme molto più fresche rispetto a Max. Non mi piacciono gli ordini di squadra, non sono belli e non fanno bene allo sport. Lewis non pretende nulla e Valtteri non vuole rinunciare a nulla. Abbiamo discusso prima della gara di vari scenari possibili, e non è stato necessario chiedere nulla, vedremo poi cosa accadrà a Singapore. Voglio augurarmi di poter posticipare questa possibilità il più lontano possibile“.

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