F1, scintille Wolff-Horner: è guerra aperta tra Mercedes e Red Bull per colpa di… Ocon

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Il team principal della Red Bull ha risposto per le rime a Wolff, che aveva lanciato velate frecciatine all’indirizzo del team di Milton Keynes

E’ guerra aperta tra la Red Bull e la Mercedes, ma non per quanto riguarda il Gp di Singapore.

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I due team infatti sono entrati in rotta di collisione per quanto riguarda l’argomento mercato, con Wolff che ha lanciato frecciatine velate all’indirizzo della scuderia di Milton Keynes: “quello che è successo quest’anno nel mese luglio e agosto è stato incredibile, abbiamo avuto a che fare con tanta politica e menzogne. Il risultato è che l’anno prossimo non tutti i piloti che meritano di essere al via del Mondiale saranno presenti sulla griglia di partenza, ed Ocon probabilmente sarà uno di loro. A luglio aveva due offerte sul tavolo, e stavamo analizzando quale fosse quella giusta. Poi di colpo tutto è sparito, perché alcune persone semplicemente non hanno le palle per confermare con i fatti ciò che dicono a voce. Comunque, presto Ocon vincerà gare e lotterà per campionati. Se alcuni team per chissà quali motivi non vogliono piloti di talento, è un problema loro. Alla fine Esteban sarà dove merita, ne sono certo

Horner

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Dichiarazioni a cui Horner ha voluto rispondere per le rime, mettendo in chiaro alcuni concetti: “noi abbiamo investito anni fa acquistando una squadra in cui far crescere i nostri piloti e sono certo che se Toto stacca un buon assegno può sempre piazzare Ocon alla Williams, no? Ci sono due piloti come Ocon e George Russell che potrebbero trovare alternative se solo Toto li liberasse dai loro contratti e sarebbe un peccato vederli esclusi dai piloti al via del Mondiale a causa di questi contratti. È l’unica strada percorribile quella di acquistare un altro team, noi abbiamo assunto questo impegno, abbiamo fatto investimenti che hanno portato a risultati come Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo, Max Verstappen e ora Pierre Gasly. Ha funzionato bene, e nel caso di Toto vedo che ha piloti di talento ma non i posti in cui farli correre. È questo il problema che oggi mette a rischio il futuro di quei ragazzi“.

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