Europa League – Gattuso cerca di coprire la prova opaca del Milan: “Dudelange da rispettare, oggi abbiamo sbagliato a…”

Milan vs Inter Gattuso Spada/LaPresse

Urla in panchina, ma davanti alle telecamere Gennaro Gattuso prova a coprire la prestazione opaca del suo Milan: qualche errore tattico, ma i rossoneri non hanno sottovalutato il Dudelange

Furioso in campo, le sue urla si sentivano anche durante la telecronaca, ma poi tranquillo e perfettamente calato nel ruolo dell’allenatore nel post partita. Fa anche parte della crescita come allenatore di Gattuso questa ‘doppia personalità’, tipica dei coach più consumati. Ma dei primi 60 minuti del Milan c’è poco di cui andar fieri. Rossoneri anonimi per un’ora contro il piccolo Dudelange, poi punito da Higuian che ha evitato la figuraccia europea. Nel post gara, Gattuso ha assicurato che alla base della prestazione non brillante del Milan ci siano stati errori tattici, non di certo di approccio legati all’aver sottovalutato l’avversario: “mi aspettavo di portare i tre punti a casa, non è un caso che questa squadra stia facendo il girone di Europa League, non sono arrivati qua per fortuna. Sono contento per i tre punti, quando cambi tanto ci stanno gli errori. Mi è piaciuta la mentalità della squadra, ma va bene, sono contento di aver dato minuti ad alcuni giocatori. Andiamo avanti. Sono contento di tutti i giocatori, qualcuno sta facendo un po’ meglio. Castillejo per caratteristiche ci mette poco per entrare in condizione, sono contento di tutti. Abbiamo bisogno di tutti, sono contento per come abbiamo tenuto il campo. Nessun rammarico, sono contento di averla portata a casa, nel calcio di oggi non ci sono partite facili. Siamo tutti sereni quando si vince, non solo il Pipita, oggi ha avuto qualche occasione in più, poteva farne 2/3 ma l’importante è arrivarci. Siamo tutti contenti quando si vince. Ad Higuain piace battezzare una zona, a lui piace il movimento sul dischetto del rigore, mi piacerebbe vederlo anche sul primo palo, mentre in questo momento sta andando a battezzare soprattutto l’area del dischetto e questo le altre squadre lo vedono. Movimenti in campo? Quando si lavora per una settimane o due diamo per scontato che si memorizza tutto, invece non è così. A Cagliari non è un caso che è successo quello che è successo, abbiamo sbagliato i tempi di salita, facevamo i movimenti al contrario, è qualcosa che si deve fare 1/2 volte a settimana, non bisogna ascoltare quello che dicono i giocatori. Credo molto alla postura del corpo e bisogna lavorarci, quando si manca due settimane non è un caso che qualcosa si lascia per strada. Turnover? Oggi ho cambiato tanti giocatori perché mi danno tranquillità per come lavorano, per le qualità tecnico/tattiche che hanno, non faccio scelte avventurose. Ho fatto questa scelta non perché credevo che il Dudelange fosse debole, ma perché mi sentivo sicuro con questi giocatori e per come si allenano“.

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