Ancelotti arringa il suo Napoli: “cancelliamo la brutta prova di Genova”, poi l’analisi del Sarrismo

ancelotti Alfredo Falcone/LaPresse ALFREDO FALCONE

Carletto Ancelotti ha voglia di voltare pagina dopo la prestazione non all’altezza della terza giornata di campionato a Marassi con la Sampdoria

La Fiorentina ha fatto bene in queste due partite, ha giocatori bravi e pericolosi. Dobbiamo concentrarci su quello che vogliamo fare noi come sempre, rispettando l’avversario per l’organizzazione che ha. Dobbiamo far bene per la nostra autostima che s’è abbassata un po’ dopo Genova”. Lo dice l’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, in conferenza stampa alla vigilia del match con la Fiorentina. “Nella sosta abbiamo analizzato bene la gara contro la Sampdoria, è vero che non è stata una buona gara, ma l’approccio è stato giusto, è mancata la reazione ed il controllo del gioco dopo l’1-0 -aggiunge il tecnico emiliano-. Poi la seconda parte del primo tempo è stata da dimenticare, finora i primi tempi non sono stati dell’intensità che volevamo. Abbiamo preso tanti gol, ma abbiamo anche preso meno tiri, quindi piccoli errori ci costano più del normale. Dobbiamo aumentare l’attenzione sui dettagli. Dire che la fase difensiva è deficitaria perché abbiamo preso tanti gol non è vero, si sono presi i gol in 3 gare contro squadre d’alto livello ma difensivamente la squadra si è comportata bene“.

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Nessuna anticipazione sulla formazione che sfiderà la squadra di Pioli: “In attacco non ho scelto, Milik e Mertens sono alla pari, entrambi hanno giocato 90′ con la nazionale e sono arrivati ieri abbastanza stanchi -dice Ancelotti-. Vediamo l’allenamento di oggi, poi deciderò. Inizia una serie di gare ravvicinate, ma oggi pensiamo alla Fiorentina e poi valutiamo. Insigne sta molto bene, non ha disputato la seconda gara con la Nazionale ed è fresco e motivato. Il non aver giocato bene è uno stimolo in più“. Il tecnico degli azzurri si esprime poi sulla decisione della Treccani di inserire il neologismo ‘sarrismo’: “Non esiste un ancelottismo? Non lo so, se non l’hanno tirato fuori evidentemente non c’è. Da sempre le squadre di Sarri, come quelle di Guardiola, hanno una filosofia precisa. Per quello saltano fuori i neologismi. La mia filosofia probabilmente, come quella di altri, non è legata ad una sola precisa identità. Mi piace il gioco corto, ma anche quello lungo, l’attacco come la difesa col pressing ma anche la difesa bassa, la miglior maniera per difendere è di avere poco spazio alle spalle. Il mio calcio è perciò meno identificabile“. (Spr/AdnKronos)

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