Accoltellamento Bettarini: “i miei aggressori pestati in carcere su ordine degli ultràs dell’Inter”

bettarini Foto Ufficio Stampa - LaPresse

Niccolò Bettarini apre una nuova pagina dell’inchiesta per l’aggressione nei suoi confronti: pestaggio in carcere? 

Risvolto inatteso all’interno dell’inchiesta per l’accoltellamento di Niccolò Bettarini. Agli atti infatti spunta una conversazione tra lo stesso Bettarini ed un amico, intercettazione telefonica che rivela alcuni eventi tutti da verificare. Niccolò Bettarini racconta infatti a un amico “di avere ricevuto in ospedale la visita dei capi della curva dell’Inter che gli hanno detto che a San Vittore hanno fatto picchiare i suoi aggressori, li hanno fatti gonfiare come ‘le prugnè sia dagli sbirri che quelli dentro. Ora – riporta Repubblica citando una sintesi della conversazione riportata agli atti  –  c’è uno dell’Inter che vuole parlare con me e sapere chi è stato ad aggredirmi“. Il legale della curva dell’Inter (il quale assiste anche uno degli aggressori attualmente in carcere) ha negato ogni coinvolgimento dei propri assistiti ed anche gli stessi aggressori hanno negato d’aver subito un pestaggio in carcere. Il giallo s’infittisce. Bettarini ha raccontato anche i momenti dell’aggressione: “Si avvicina sto ‘albanollo’ e mi dice ‘tu c’hai gli orecchini come i miei (…) mi ha dato il buffettino in faccia, io gli ho dato un cartone (…) e poi boh me ne sono trovati quindici addosso (…) da lì non ho più capito niente“.

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