Sud: Cisl, va ripensato modello sviluppo (3)

(AdnKronos) – Nel Mezzogiorno, rileva il sindacalista, “dovrà essere irrobustita la spesa per i servizi pubblici parificandola, proporzionalmente, a quella delle altre regioni del Paese. Investimenti sul sistema pubblico che dovranno essere accompagnati da un rafforzamento dell’investimento sui servizi a partire da quelli alle persone”.
Occorre allora, anche sulla scorta del dato Svimez, spiega, “promuovere un negoziato fra Sindacato e Istituzioni utile ad innovare e rafforzare strutture e servizi del Mezzogiorno, intervenendo per dare impulso alle attività produttive, accrescendo e migliorando le opportunità, ma soprattutto non azzerando quanto di positivo è stato già avviato, perché la crescita è un percorso incrementale che si porta avanti solo con la responsabilità di tutti gli attori sociali e istituzionali”. In particolare, aggiunge Ganga, “dovranno essere individuate misure per combattere la povertà e la disoccupazione rafforzando quanto di innovativo e positivo si è sviluppato in questi anni”.
Mai come oggi, aggiunge, “il dato Svimez sollecita la necessità di ripensare il modello di sviluppo del Mezzogiorno che deve puntare sul capitale umano e sulla sua riattrazione nelle aree di origine, sulla valorizzazione delle risorse delle Comunità, sull’innovazione e sulla creatività per costruire una nuova idea di crescita in cui si armonizzino la creazione del valore economico, lo sviluppo sociale e la sostenibilità ambientale del territorio. Sono queste le esigenze che la Cisl pone al Governo per perimetrare la cornice strategica verso quel grande orizzonte unitario per il Paese rifondato su principi di condivisione, coesione e partecipazione utile a restituire competitività alle aree meridionali e insulari del Paese”, conclude.

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