F1, Vettel non sotterra l’ascia di guerra: “metteremo in difficoltà la Mercedes, ho fiducia nelle novità in cantiere”

vettel Photo4/LaPresse

Il pilota tedesco ha parlato della seconda parte di stagione, garantendo il massimo impegno da parte della Ferrari nella corsa al titolo mondiale

Il duello non è per nulla finito, il divario di 32 lunghezze che divide Hamilton e Vettel non è affatto incolmabile per il tedesco, che ha dimostrato di avere una macchina solida e forte.

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Il tedesco non ha nessuna intenzione di arrendersi, per questo motivo lancia la sfida alla Mercedes e al suo avversario Lewis Hamilton: “le cose sono girate qualche volta dalla nostra parte e altre no, ma dal mio punto di vista penso che siamo stati abbastanza solidi. L’unico errore, in Germania, è stato piccolo, ma molto costoso: non stavo nemmeno forzando e sono volato fuori. Fa male, è parte del gioco, non si può riportare indietro l’orologio, ma sono abbastanza fiducioso che se avremo la macchina con cui lottare, possiamo metterli sotto pressione e realizzare le cose nella seconda metà di stagione. L’anno scorso abbiamo perso il campionato perché la nostra vettura non è stata abbastanza veloce per combattere nella parte finale della stagione, nonostante quello che è successo con i ritiri. Penso che quest’anno abbiamo invece dimostrato che la nostra macchina è più efficiente e forte e ha ancora molte potenzialità da scatenare. Sono fiducioso per le cose che sono in cantiere, dovrebbe essere un’entusiasmante seconda parte dell’anno“.

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Trent’anni fa moriva il Drake Enzo Ferrari, Vettel ne parla con il sorriso sulle labbra: “dal primo giorno in cui sono entrato in Ferrari ho sentito che lo spirito di Enzo Ferrari era presente ovunque a Maranello. Io sono nato nel 1987, un anno prima della sua morte, ma avrei davvero voluto conoscerlo, perché secondo me era una persona speciale e con una visione ancora presente oggi nell’azienda e nella Scuderia che lui ha fondato” le parole di Vettel a ‘La Stampa’ e alla ‘Gazzetta di Modena’. “La gente che lavora qui sente questa presenza e lavora con più passione, è questo che rende speciale guidare per la Ferrari e il Cavallino diverso da ogni altro team. La Ferrari è un mito per tutti, per me fin da quando, da piccolo, avevo una macchinina rossa come preferita. I volanti del Cavallino in F.1 sono solo due, per cui considero un privilegio e un onore essere un pilota titolare della Scuderia“.

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