Europei Nuoto 2018 – I complimenti del Presidente della Federnuoto agli azzurri: “hanno commosso ed ispirato”

paolo barelli LaPresse/Fabio Ferrari

Tutta la soddisfazione di Paolo Barelli alla conclusione degli Europei di Nuoto 2018: il Presidente della Federnuoto ringrazia gli azzurri

I campionati europei di Glasgow, Loch Lomond e di Edimburgo hanno confermato che il lavoro paga senza scadenze e ad ogni età. Merito delle società, cui sono ascrivibili i successi dei nostri ragazzi del nuoto, del sincro, dei tuffi e del fondo. Le squadre nazionali hanno esaltato le sfide intraprese con successo dalle società sportive nell’ambito dell’organizzazione centrale e periferica attraverso la passione, il sacrificio e la professionalità diffuse in ogni piscina del Paese“. Così il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, in una nota pubblicata sul sito della Fin, all’indomani della fine dei campionati europei delle discipline acquatiche disputati in Scozia e che tanti successi hanno portato all’Italia.

Hanno commosso e ripagato emozionalmente le famiglie che rendono possibile l’attività sportiva dei più giovani con sacrifici economici e personali – aggiunge il presidente della Fin-. Hanno alimentato il desiderio di emulazione e confronto che spinge un movimento in continua attività, come dimostrano gli oltre duemila giovani nuotatori che stanno disputando i campionati di categoria di nuoto a Roma con l’aspirazione di diventare come i loro idoli, allenati da tecnici che desiderano crescere insieme a loro e portarli su palcoscenici internazionali”. “Hanno valorizzato -prosegue Barelli- un sistema di formazione e aggiornamento che assicura ciclicità e produce campioni dell’acqua e nella vita: sostenuto da investimenti tecnici ed economici nei centri federali, dalla diffusione capillare delle scuole nuoto federali, dalla profusione di corsi didattico-gestionali, dalla promozione della cultura per la salvaguardia della vita umana, attraverso la percezione del pericolo e l’insegnamento degli strumenti per prevenirlo e affrontarlo”.

Hanno portato nella casa degli italiani i volti sorridenti e felici di giovani campioni, dai 15 ai 30 anni, che rappresentano solo l’apice di una piramide che si fonda su 5.000.000 di praticanti e 1.500 società sportive che sono i veri artefici delle medaglie europee. Se vogliamo tutelare questi successi, se vogliamo continuare a vedere i nostri ragazzi salire sui podi internazionali, fasciati dal tricolore mentre cantano l’inno di Mameli; se vogliamo che proseguano ad essere veicoli di sani principi e valori per le generazioni future, esempio positivo per i più giovani, lo Stato deve pianificare un serio progetto di rifondazione sportiva, che metta al centro le infrastrutture e le società sportive che compiono sforzi enormi. Nel nostro piccolo cerchiamo di farlo e, con fiducia reciproca, solidarietà e comunione di intenti tra federazione, società e famiglie, stiamo dimostrando che la strada percorsa è quella giusta“, conclude il numero uno del nuoto italiano. (Spr/AdnKronos)

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