Tour de France, Nibali durissimo: “questo sport è diventato una noia mortale, ci vorrebbe un salary cap”

Nibali AFP PHOTO / Marco BERTORELLO

Il corridore della Bahrain-Merida ha commentato l’esito della decima tappa del Tour de France, sottolineando come ormai sia sempre la noia ad avere la meglio

Una tappa interlocutoria, che non ha regalato particolari scossoni. La decima frazione del Tour de France, vinta da Julian Alaphilippe, non ha ribaltato la classifica generale, mantenendo al comando sempre Greg Van Avermaet.

vincenzo nibali

/ AFP PHOTO / Marco BERTORELLO

Tanta noia e poche azioni da parte dei protagonisti della Grande Boucle, destinata a non infiammare il pubblico secondo il pensiero di Vincenzo Nibali:è successo poco perché l’andatura è stata troppo elevata, soprattutto nelle ultime due salite. Sky ha prodotto un ritmo indiavolato ed è stato quasi impossibile mettere il naso fuori. Tappa noiosa? Penso che da casa non si siano assolutamente divertiti, ma questo è purtroppo il ciclismo moderno: fatto di precisione e metodica. Siamo tutti livellati: è difficile vedere azioni di forza”. Nibali poi rincara la dose: “quando succede qualcosa è perché qualcuno di noi è stato male, ha commesso un errore, ha sbagliato la preparazione, ha avuto un problema in corsa o magari non ha recuperato bene nella notte. Sarà sempre più difficile fare differenze. Certo, in un Grande Giro di tre settimane, quando sopraggiunge la fatica, può darsi che qualcosa possa succedere, ma sarà sempre meno frequente. Anche a me dicono che si annoiano, e io non so dare torto ai tanti appassionati che ci seguono. Questo sport sta diventando come la F1, le differenze sono minime, impercettibili.

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Infine, lo Squalo prova a trovare qualche soluzione: “mettetevi il cuore in pace, nei prossimi anni a vincere sarà solo la noia. Una squadra come Sky, che ha un budget illimitato, e può permettersi di comprare tutti i più forti corridori del mondo, impone la propria corsa. Forse ci vorrebbe un “salary cup”, per salvaguardare tutti, soprattutto gli appassionati. Non lo dico per me, perché se mai sarà varata una riforma così, io non sarò più in gruppo, ma qualcosa è bene cominciare a pensare e a fare“.

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