Clamoroso al Tour de France, espulso Gianni Moscon: duro colpo per il Team Sky, è il primo caso con la Var nel ciclismo. Adesso il trentino rischia una mazzata dall’Uci

AFP/LaPresse

Clamoroso al Tour de France, espulso Gianni Moscon: ecco il motivo

Clamoroso episodio dopo la 15ª tappa del Tour de France, prima del giorno di riposo: la giuria della Grand Boucle ha espulso Gianni Moscon, trentino del Team Sky e fedele gregario di Chris Froome e Geraint Thomas. I giudici del Tour de France hanno preso la decisione per la prima volta nella storia del ciclismo utilizzando la Var, che aveva beccato Moscon colpire un corridore francese della Fortuneo mentre tentava di andare in fuga nella fase iniziale della tappa di oggi. Un gesto considerato gravissimo, tanto che il giovane e talentuoso corridore italiano rischia anche un provvedimento disciplinare da parte dell’Uci anche per la recidività del gesto. Moscon, infatti, era già stato sospeso dalla propria squadra per insulti razzisti nei confronti del francese Kevin Reza.

Poche settimane prima dell’inizio del Tour de France, invece, era stato assolto dalla Commissione Disciplinare dell’Uci dall’accusa di aver fatto volontariamente cadere lo svizzero Sebastian Reichenbach nel corso della Tre Valli Varesine dello scorso anno. Adesso il Team Sky perde uno dei suoi uomini più importanti per la gestione della corsa in vista delle durissime tappe pirenaiche. Dave Brailsford ha comunque ammesso le responsabilità del corridore: “Siamo d’accordo sulla decisione presa dalla giuria. Gianni è seriamente pentito del suo gesto, parleremo con lui a fine del Tour e valuteremo se prendere ulteriori decisioni. Intanto vogliamo porgere le nostre scuse a Gesbert e alla sua squadra per quanto accaduto”.

Con l’espulsione di Moscon e dopo il ritiro di Nibali, rimangono soltanto 10 italiani in corsa al Tour de France: si tratta, in ordine di classifica generale, di Damiano Caruso, Domenico Pozzovivo, Franco Pellizotti, Andrea Pasqualon, Sonny Colbrelli, Daniel Oss, Daniele Bennati, Marco Marcato, Olivero Troia e Jacopo Guarnieri.



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