Tour de France, la Bahrain-Merida promette scintille sui Pirenei: “senza Nibali è un’altra corsa, attaccheremo ovunque. A Parigi vogliamo vestirci di giallo”. E Pozzovivo sogna una tappa leggendaria

Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

Tour de France, il Capo dei Direttori Sportivi del Team Bahrain-Merida Gorazd Štangelj ai microfoni di SportFair nel giorno di riposo: “l’obiettivo è vincere la classifica a squadre e una tappa, ma sarà dura. Senza Vincenzo Nibali per noi è un’altra corsa, attaccheremo ovunque”

Il Team Bahrain-Merida orfano di Vincenzo Nibali, costretto al ritiro dopo la caduta provocata da un tifoso sull’Alpe d’Huez mentre lo Squalo era lanciatissimo verso un successo di tappa storico e in piena lotta per il bis alla Grand Boucle dopo il successo del 2014, sta animando il Tour de France praticamente ogni giorno: ieri è arrivato il quarto secondo posto di tappa nella 15ª frazione con lo spagnolo Jon Izaguirre, già secondo nella decima tappa del Tour. Era stato Sonny Colbrelli invece a sfiorare la vittoria nella 2ª e nella 5ª tappa, battuto in entrambi i casi per un soffio dallo stratosferico Sagan. Ma c’è un altro secondo posto che è ancor più importante, ed è quello attuale del Team Bahrain-Merida nella classifica a squadre dietro la Movistar con un ritardo di 7 minuti e 10 secondi. Terzo il Team Sky a 42′ e 22” dagli spangoli. Con tanti uomini all’attacco, la Bahrain-Merida vuole indossare numero e casco gialli a Parigi vincendo questa speciale (e importante) classifica nonostante l’assenza di Vincenzo Nibali.

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Così il Capo dei Direttori Sportivi della squadra, Gorazd Štangelj, intervistato ai microfoni di SportFair nel giorno di riposo, promette battaglia in vista dei Pirenei: “purtroppo dopo la perdita di Nibali – ci ha confidato – la corsa è cambiata tanto, ci siamo buttati ovunque a fare la gara ogni giorno in modo diverso, sia per la classifica a squadre che è importante, che per la vittoria di tappa. Faremo fatica a vincere la classifica a squadre, ma ci proveremo fino alla fine. C’è la Movistar davanti che ci controlla come ieri, hanno messo tre uomini in fuga perchè anche noi eravamo tre. Loro sono abituati a vincere questa classifica, l’hanno vinta spessissimo. Anni fa non aveva grande importanza, adesso invece sì. Conta quasi come la vittoria di una delle prestigiose maglie, si sale sul palco di Parigi e da’ molti punti per la squadra. Ci tengono in tanti, soprattutto la Movistar. E’ molto difficile per noi, siamo ancora 7 minuti dietro e sappiamo che nelle tappe di salita loro hanno Landa, Valverde e Quintana quindi sono molto più forti di noi. Proveremo a recuperare terreno con le fughe quando ci sarà spazio. Certo, con Nibali sarebbe stato più semplice. Siamo così in alto soprattutto grazie a lui che nelle prime 12 tappe è arrivato sempre con i primi, avremmo avuto una garanzia di un uomo sempre con i migliori e gli altri a tener duro per stargli il più vicino possibile nelle ultime salite. Ma ci proveremo lo stesso“.

Štangelj è rammaricato per i quattro secondi posti della squadra: “stiamo dando tutto, non sempre riusciamo a raccogliere tanto. Con Vincenzo sarebbe stata tutta un’altra cosa, invece quel giorno sull’Alpe d’Huez è stato nero per noi perchè c’è stata la crisi di Pozzovivo e l’addio di Nibali. Abbiamo fatto quattro secondi posti, ma il secondo posto per noi non basta. Non siamo contenti anche se stiamo lasciando il segno e stiamo dando tutto, stiamo combattendo al massimo e speriamo che prima o poi arriva anche una vittoria di una tappa“.

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Sulle condizioni di Domenico Pozzovivo, il Capo dei Direttori Sportivi della Bahrain-Merida è ottimista: “ha avuto quella crisi nella tappa dell’Alpe d’Huez, è stato male anche il giorno dopo ma poi è stato meglio e adesso si è ripreso, ha dimostrato che è tornato quasi al suo livello. Oggi c’è riposo e speriamo che da domani lo ritroveremo al 100% sui Pirenei. Già domani c’è un’altra tappa adatta alle fughe, molto dipende da come si metterà la gara, speriamo di avere la stessa fortuna dei giorni scorsi a piazzare i nostri uomini migliori che poi se la giocano nel finale. I fratelli Izaguirre e Domenico vanno molto forte, prima erano preziosi gregari di Vincenzo e adesso diventano i corridori più importanti per provare a vincere una tappa. Ci sono tappe adatte a loro e stanno dando tutto per centrare quest’obiettivo. Daremo battaglia sui Pirenei per riuscirci“.

Intanto in classifica generale ci sono Pozzovivo 25° Jon Izaguirre 26° e Gorka Izaguirre 31°. Mai nessuno di loro è andato così bene ad un Tour de France. “Ma adesso senza Vincenzo non curiamo più la classifica generale, anche se andando in fuga per cercare di vincere le tappe vuol dire guadagnare minuti e salire in classifica generale. Si nota da Van Avermaet che con due fughe nei giorni scorsi è risalito al 15° posto in classifica generale. Ma il nostro primo obiettivo è vincere una tappa e vincere la classifica a squadre, quindi è possibile che sfrutteremo i nostri corridori con una strategia che prevede che qualcuno si riposi alcuni giorni perdendo molti minuti ma risparmiando la gamba per poi andare in fuga il giorno dopo. Comunque se saliamo anche in classifica generale va bene“.

Tra le tappe più attese, c’è quella di Mercoledì che è inedita e cortissima: saranno appena 65 chilometri con tre Gran Premi della Montagna tutti duri, e un arrivo in quota dopo la salita più dura del Tour (16km all’8,7% di pendenza media!): “peccato che non c’è Vincenzo, sarebbe stata la tappa ideale in cui avremmo provato a guadagnare qualcosa. Invece adesso dobbiamo inventarci una corsa nuova nel tentativo di raggiungere un risultato parziale importante con i nostri uomini migliori. La vera novità è la tappa breve: gli organizzatori hanno fatto molto clamore per questa partenza a griglie ma alla fine non cambierà nulla, si rimescolerà tutto in avvio e la partenza speciale non farà differenza. La vera novità è la tappa corta, durerà circa due ore e venti, sarà uno sforzo violento. Qualcuno lo pagherà, qualcuno guadagnerà tempo. E’ difficile dire chi potrebbe saltare“.

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In testa alla classifica generale ci sono due due rivelazioni che non hanno mai ottenuto un risultato importante in una grande corsa a tappe (Geraint Thomas e Primoz Roglic) e due “mostri sacri” del ciclismo contemporaneo come Froome e Dumoulin che però entrambi arrivano dal Giro d’Italia: ecco perchè sulla terza settimana c’è una grande incognita. La crisi di Pozzovivo sulle Alpi potrebbe essere un campanello d’allarme per Froome e Dumoulin che, come lo scalatore lucano, hanno corso il Giro d’Italia? “Non saprei – risponde ŠtangeljMa sicuramente il Giro d’Italia nelle gambe si sente. Però non paragonerei Pozzovivo con Dumoulin: l’olandese a inizio anno ha corso pochissimo, mentre Domenico ha iniziato in Australia, ha fatto la prima parte di stagione abbastanza bene, poi è andato forte al Giro. Corre da oltre cinque mesi, invece Dumoulin ha iniziato al Giro. Anche Froome ha fatto il Giro, sono corridori che forse sono capaci di gestire due corse a tappe l’anno, vedremo, lo scopriremo nei prossimi giorni. Fino ad oggi sembra sia così, poi se pagheranno lo vedremo sui Pirenei. Quintana l’hanno scorso ha fatto il Giro e poi al Tour è andato piano. Fino adesso invece Froome e Dumoulin vanno forte lo stesso. I Pirenei ci toglieranno ogni dubbio“.

Intanto la Bahrain-Merida, nonostante il ritiro forzato di Nibali, rimane la squadra più italiana del Tour de France con Pozzovivo, Pellizotti e Colbrelli ma l’animo sloveno del team è ben rappresentato non solo da Koren sui pedali ma anche dallo stesso Štangelj e da altri dirigenti della squadra. “Siamo lieti e orgogliosi dei risultati che i corridori sloveni stanno raccogliendo negli ultimi anni. Credo sia una coincidenza, perchè da molti decenni in Slovenia si lavora bene con i giovani nel ciclismo ma poi il talento viene fuori ogni tanto. Quello del nostro Matej Mohori? era riconosciuto già quando ha vinto i Mondiali Juniores e Under 23, si sapeva che prima o poi sarebbe venuto fuori. Invece Roglic è una sorpresa, prima faceva sci, era un fenomeno già lì dov’è stato campione del mondo, ma non viene dal ciclismo e nessuno credeva che in 3 anni sarebbe potuto diventare così forte, è una grande sorpresa e ancora non si capisce com’è possibile che un giovane arriva nel ciclismo e in pochi anni è lì a giocarsi il podio del Tour de France. In Slovenia si lavora bene con i giovani da tanti anni, anche l’anno prossimo ci sono ragazzi che passano professionisti con l’UAE molto interessanti. Noi come Bahrain-Merida sappiamo che una parte della dirigenza è slovena e conoscendo i ragazzi gli diamo opportunità perchè crediamo in loro e gli diamo l’opportunità di crescere bene con la squadra, perchè c’è uno spirito sloveno dietro la squadra“.

Intanto i Pirenei sono sempre più vicini. E domani c’è subito una mega tappa di 218km con cinque Gran Premi della Montagna, ideale per le fuge da lontano. Il Team Bahrain-Merida vuole vestirsi di giallo a Parigi nel segno dello Squalo.

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