Parma, Calaiò abbattuto: “in lacrime davanti ai miei figli”

Calaiò LaPresse - Francesca Soli

Parma, Emanuele Calaiò affranto a causa del ben noto caso degli sms inviati ai colleghi dello Spezia, oggi la richiesta shock della Procura

“Ho passato un’estate orribile, è la prima volta che mi trovo dentro queste mura. Non sono mai stato coinvolto in niente e non mi aspettavo nemmeno di arrivare a questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine”. Lo ha detto Emanuele Calaiò durante il procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc. “Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l’andamento della partita (contro lo Spezia, ndr) né la prestazione dei miei avversari”, ha assicurato Calaiò, accusato di illecito sportivo dalla procura Figc che nei suoi confronti ha chiesto 4 anni di squalifica. “Vorrei finire la mia carriera come l’ho iniziata, dando tutto me stesso in campo e fuori. Sono una persona pulita e non voglio che la mia carriera venga macchiata da queste situazioni, mondi completamente diversi che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, perché sono veramente amareggiato e non pensavo di arrivare a questo punto”, ha spiegato l’attaccante. “Sui giornali -ha continuato Calaiò- sono state pubblicate le mie foto, come se fossi un criminale, mi sono dovuto giustificare con i miei figli anche piangendo perché i loro compagni di scuola chiedevano cosa fosse successo: è bruttissimo e non lo auguro a nessuno”.

“Io ho 36 anni e sono quasi alla fine della mia carriera, in 20 anni di calcio ho girato grandissime piazze e ovunque ho lasciato il segno non solo a livello tecnico ma anche fuori dal campo -ha sottolineato Calaiò-. Catania e Siena tanti anni fa sono state coinvolte in cose orribili e ben più gravi e io non sono mai stato toccato da queste vicende, sono sempre uscito pulito perché io queste cose non le faccio. Sono una persona pulita corretta e mi dispiace che non ci siano qui De Col e Terzi (i destinatari dei messaggi incriminati, ndr) perché sicuramente avrebbero confermato che mi sono sempre comportato lealmente e da professionista. Sono sempre stato un esempio per i giovani”. A difesa di Calaiò ha parlato per primo il suo legale Paolo Rodella: “Se il comportamento di Calaiò è illecito, allora ce ne andiamo tutti al mare perché tutte le partite sono illecite”, ha evidenziato l’avvocato, definendo l’accusa della procura Figc “assurda, infamante e assolutamente infondata”. (Aip/AdnKronos)

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