Cristiano Ronaldo-Juventus e le folli polemiche sullo stipendio: un affare che si “ripagherà” da solo, Codacons ed operai vadano oltre le mere cifre

Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo è un uomo destinato a dividere l’opinione pubblica, come tutti i personaggi più influenti al mondo: il suo arrivo alla Juventus ha scatenato il caos

Cristiano Ronaldo fa già discutere, ancor prima del suo arrivo in Italia, per lo stipendio da 30 milioni percepito ed il pagamento di 120 milioni da parte della Juventus al Real Madrid. Incredibile come ancora una volta si faccia fatica ad inquadrare un investimento nel mondo del calcio. Sì, investimento e non spesa, peraltro con fondi non sottratti alla Fiat o ai suoi dipendenti, che già protestano in maniera totalmente insensata. I soldi pagati per Cristiano Ronaldo ed elargiti a Cristiano Ronaldo, usciranno dalle casse della Juventus e rientreranno nelle stesse casse bianconere. Basti pensare agli sponsor, al picco in borsa, alle maglie vendute ed agli abbonamenti, per non parlare dei successi sportivi che portano introiti. CR7 è un investimento, non una spesa! Non si tratta di soldi gettati al vento per vedere un calciatore giocare a calcio, ma si tratta di un intelligente mossa per incrementare introiti e valore della società. Capiamo bene la rabbia degli operai Fiat, ma questa va scissa dalla questione Cristiano Ronaldo. La Fiat non sta certo buttando 100 milioni per un calciatore, anzi, famiglia Agnelli da questa iniziale spesa trarrà enormi profitti. Lo sciopero di alcuni operai dello stabilimento di Melfi non è però l’unica follia seguita all’annuncio dell’affare CR7.

“Contratto immorale e vergognoso per un Paese civile. Chiediamo alla magistratura di verificare la correttezza dell’operazione, accertandone la sostenibilità ai fini del bilancio della società bianconera”, sono le parole il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, entrato a gamba tesa sulla questione. “Una delle operazioni calcistiche più costose di sempre: numeri record che si scontrano con la realtà vissuta da milioni di italiani, sempre più in difficoltà economiche, con le famiglie che non riescono a pagare mutui e bollette e arrivare alla fine del mese. Non mettiamo in dubbio le doti e il valore del giocatore, ma il mondo del calcio è oramai fuori controllo e ha portato i compensi e le operazioni di acquisto dei calciatori a livelli astronomici, tali da mettere a rischio i bilanci delle società”. Purtroppo anche il Codacons ha avallato questa battaglia senza senso. Chissà come mai è passato inosservato il contratto da 40 milioni annui di Vettel con la Ferrari, sempre un’azienda della famiglia Agnelli. In quel caso nessuna sommossa popolare… mah!

Foto LaPresse/Nicolò Campo

L’affare della Juventus, si “ripagherà” da solo, questo dovrebbero capire i tanti puristi pronti a protestare per le cifre elargite a Ronaldo. Gli store della Juventus sono stati presi d’assalto in tutta Italia. Non solo a Torino, ma anche a Milano e in altre città italiane: boom di vendite per le magliette di CR7 in bianconero. I dati sono incredibili: è stato stimato, infatti, che nelle prime giornate bianconere, sia stata venduta una maglietta al minuto. E’ stato stimato che il prezzo del cartellino, 120 milioni di euro, verrà ripagato con la sola vendita di magliette ufficiali con su scritto il nome del portoghese, dal costo di 100 euro cada una. Insomma, criticare i costi dell’operazione Cristiano Ronaldo, tirando in ballo assurde teorie sul basso salario degli operai Fiat, è quantomeno folle. Anzi, si può ben dire che l’affare potrebbe far bene al nostro paese, attirando sponsor ed aumentando la propria visibilità anche grazie a CR7.

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