Cancellato il murales di LeBron James a Los Angeles! L.A. ha davvero il coraggio di mettere in dubbio il G.O.A.T?

Murales LeBron James

I fan dei Lakers hanno vinto: cancellato il murales di LeBron James a Los Angeles. Ma davvero L.A. può permettersi di mettere in dubbio il G.O.A.T?

Neanche il tempo di dare lo start ufficiale al mercato NBA che i Lakers hanno piazzato il primo colpo, senza dubbio il più grande: LeBron James vestirà di giallo-viola. Fan euforici per l’arrivo del ‘Re’, ma Los Angeles non si inginocchierà ai suoi piedi, almeno non prima che abbia vinto qualcosa con la storica maglia purple and gold.

Murales LeBron James Los AngelesUn artista ha ‘osato’ dedicare al numero 23 uno splendido murales, con tanto di scritta ‘Il Re di Los Angeles‘. Un affronto per quella che è stata la città di Kareem e Magic, e nella quale è ancora fin troppo vivo il mito di Kobe Bryant. La protesta della fan base pià calda dei Lakers è venuta fuori in poco tempo: “Re di Los Angeles? Solo dopo che avrà vinto un anello“. Qualcuno ha dunque pensato bene di vandalizzare l’opera d’arte con scritte offensive come: “We don’t want you”, “3-6” (numero finali vinte-perse), “No King“. Il murales è stato inizialmente ripristinato, eliminando le scritte offensive, ma anche l’appellativo di ‘Re di L.A.’. Modifica che non è bastata, il murales è stato definitivamente cancellato dopo continue pressioni: “abbiamo detto, niente murales fin quando non vincerà qualcosa“.

LaPresse

Ma davvero i fan dei Lakers possono permettersi il lusso di mettere in discussione LeBron James? Certo nella Città degli Angeli sono abituati bene: da Kareem Abdul-Jabbar (6 titoli NBA) a Magic Johnsons (5 titoli), senza dimenticare ovviamente Kobe Bryant (5 titoli). Ma parliamo di anni 80 nei primi due casi, mentre per il ‘Black Mamba‘ l’ultimo titolo è datato 2010. Sono 8 anni che i Lakers sono sospesi nel limbo fra l’addio di Kobe e le possibilità di ricostruzione. Inseguite più volte diverse promesse, da D’Angelo Russell a Julius Randle (fallimentari), fino ai più recenti Brandon Ingram e Lonzo Ball dal grande potenziale. Tutti possibili uomini franchigia, costati anni di tanking e delusioni, ma ancora incapaci di diventare il volto di L.A..

Foto sito Lakers

Il tutto mentre LeBron James negli ultimi 8 anni ha disputato 8 finali (vincendone 3), una vera e propria sicurezza per ogni franchigia con la quale ha giocato. Magic Johnson, che qualcosa nel basket ha vinto e che un po’ di come gira il mondo NBA ne capisce, ha deciso di mettere il numero 23 al centro del progetto: il motivo è chiaro a tutti, vincere e farlo subito. La storia chiama, Los Angeles non può più aspettare, non vuole più aspettare. Che senso ha dunque rifiutare, con sprezzante orgoglio, l’unico giocatore in grado di essere messo a paragone con Michale Jordan? Vivendo nella nostalgia si muore di ricordi: il presente veste il numero 23 con o senza murales.

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