Atletica – Mondiali under 20 di Tampere, Simone Barontini stacca il pass per la finale degli 800 metri

Il 19enne marchigiano sbarca in finale con il miglior crono italiano della categoria degli ultimi 27 anni

Grande tempo di Simone Barontini in semifinale negli 800 ai Mondiali under 20 di Tampere. Il 19enne marchigiano sbarca in finale con il miglior crono italiano della categoria degli ultimi 27 anni, per diventare il terzo junior all-time: 1:47.35 e PB di oltre mezzo secondo (vantava 1:47.88). Ora è sempre più vicino al primato italiano di Davide Cadoni (1:46.93 del ’91 a Cagliari) e nel mirino c’è l’1:47.29 di Donato Sabia a Formia nel 1982. Terzo posto complessivo per Barontini nel quadro delle semifinali e il solito cambio di ritmo negli ultimi duecento metri: ormai è il marchio di fabbrica del mezzofondista della Sef Stamura Ancona allenato da Fabrizio Dubbini. Mette la freccia, scarta un paio di avversari e si pone sulla scia del keniano Ngeno Kipngetich (1:46.81) e del belga Eliott Crestan (1:46.84) nella semifinale più veloce. Il tricolore indoor assoluto scende anche sotto l’1:47.60 che rappresenta lo standard EA per gli Europei di Berlino (quello FIDAL è 1:46.70). L’ultimo italiano in finale negli 800 ai Mondiali U20 era stato Giordano Benedetti dieci anni fa a Bydgoszcz.

SIBILIO – Le fatiche dei turni precedenti si fanno sentire nella finale dei 400hs: il vicecampione europeo U20 Alessandro Sibilio la conclude all’ottavo posto, senza bruciare il rettilineo conclusivo come d’abitudine. Il napoletano, in una prima corsia non certo favorevole, arriva praticamente al passo (52.38) e dalla sua prospettiva vede duellare il sudafricano Sokwakhana Zazini (49.42) e Bassem Hemeida, 49.59 per un Qatar che negli ostacoli non balla soltanto con Samba. Senz’altro meglio in batteria nella fluidità dei cambi.

4×100 – La 4×100 di Vittoria Fontana, Moillet Kouakou, Alessia Carpinteri e Margherita Zuecco poteva puntare a qualcosa in più dell’ottavo posto con 44.81, a 24 ore dal 44.52 di ieri che prefigurava l’assalto al primato italiano di 44.40. Nel podio tutto europeo, l’oro è della Germania (43.82), l’argento dell’Irlanda (43.90) e il bronzo della Gran Bretagna con 44.05. Gli uomini della 4×100 fanno peggio: il primo cambio tra Francesco Libera e Lorenzo Paissannon arriva a destinazione e le speranze azzurre si spengono dopo cento metri. Restano a guardare gli altri due frazionisti Mario Marchei e Lorenzo Patta e non possono far altro che guardare la cavalcata degli Stati Uniti verso il primo oro a stelle e strisce di Tampere (38.88) sulla Giamaica (38.96) e con la Germania ancora sul podio, bronzo in 39.22. Un’occasione mancata dagli azzurri per avvicinare ancora il record italiano dello scorso anno dopo il promettente 39.75 della semifinale.



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