“Italia, che pena”, Van Basten distrugge la Nazionale azzurra: “merita di non essere al Mondiale”

LaPresse/Reuters

Marco Van Basten ha espresso il suo pensiero sul calcio italiano, sottolineando come la Nazionale azzurra abbia meritato di non essere al Mondiale

Non ha usato mezzi termini Marco Van Basten nei confronti dell’Italia, esclusa dal Mondiale e in piena rifondazione.

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Il Chief Officer for Technical Development della FIFA si è soffermato sul momento del calcio azzurro, sottolineando come la mancata qualificazione alla Coppa del Mondo in Russia sia meritata per la Nazionale. Italia e Olanda non meritano di essere al Mondiale, quando si sono affrontate a Torino ho visto due squadre davvero molto scarse. L’Italia è una squadra piena di difficoltà, proprio come la mia Olanda, sono entrambe rimaste fuori, solo che a voi fa più male. Siete come il Brasile e la Germania, avete vinto quattro Mondiali e vivete il calcio come una religione. Spareggio con la Svezia? Che pena, ho visto davvero poche idee in campo. Al momento vedo che vi mancano quei 3 o 4 grandi campioni che prima avevate. E’ rimasto solo Buffon, che però è un portiere. Anche nel caso aveste un grande difensore, a quel punto vi servirebbero centrocampisti e attaccanti. Quelli che danno qualità e fanno girare la squadra non ci sono più, proprio come nella mia Olanda”.

Foto LaPresse/Nicolò Campo

La Juventus è rimasta l’ultima a tenere alto il nome del calcio italiano: “è un po’ il mio Milan. Organizzata, forte e in continua crescita, investe e resta ad alto livello. Però c’è una differenza: il Milan dominava in Europa e nel mondo, oggi quel ruolo è del Real. La Juve è una squadra d’élite, ma solo in Italia. Il Milan è cambiato proprio tanto e mi dispiace. Il mio Milan era italiano, Berlusconi, noi tre olandesi e un gruppo fortissimo. Ora il proprietario è cinese, non lo conosco neanche. E la squadra non è quella di 30 anni fa, il livello si è abbassato moltissimo e c’è il rischio esclusione dalle coppe europee. Mi fa male pensare come Milano fosse la Madrid di oggi: il Milan vinceva la Champions e l’Inter faceva bene in Europa League”.



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