Nuovo stadio Roma, Vittorio Sgarbi rincara la dose: “emergeranno cose ancora più gravi, ecco cosa dico a Totti ed alla Raggi”

Vittorio Sgarbi LaPresse/Iacopo Giannini

Vittorio Sgarbi dice la sua opinione sui nove arresti nell’ambito della costruzione del nuovo stadio della Roma: il messaggio per Virginia Raggi e Francesco Totti

Vittorio Sgarbi è intervenuto questa mattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Il deputato ha parlato degli ultimi risvolti legati allo Stadio della Roma: “scriverò una lettera a Totti, che si era messo contro di me, ricordandogli che lo avevo messo in guardia. Può occuparsi di calcio, come il campione che è, ma faceva bene a tenersi lontano da quella immondizia dove gli interessi materiali sono oltre qualsiasi interesse sportivo. Gli dirò caro Totti avevo ragione io, ti sei messo in una vicenda che oggi mostra un profilo penale piuttosto grave. Spero che questa vicenda porti alle dimissioni della Raggi, che ha sostenuto l’impresa stadio con tutto il suo cuore. Credo che con la bomba esplosi stamattina tramonti definitivamente l’ipotesi dello stadio a Tor di Valle. Le more del processo e tutto quello che è legato a questa fogna indurranno l’amministrazione a non mettersi in mezzo per riprendere un discorso che io credo fosse contaminato fin dall’origine. MI aspetto che l’indagine scopra cose ancora più gravi. E che Totti si penta”.

Sul Governo: “Di Maio è diventato un amico, voglio distruggere i grillini da dentro, per questo mi sto insidiando dentro al Movimento Cinque Stelle. Acquarius? Beh, il problema non investe l’Italia, ma l’Europa. Il problema non è il rapporto umano di Salvini con le persone in difficoltà, lui parla non come italiano, ma come europeo e come membro dell’Unione Europea ritiene che il tema investa qualunque altra nazione. Ha fatto benissimo, la sua azione corrisponde alla volontà di chiamare alla corresponsabilità tutta l’Europa. La prima frontiera per i profughi è anche Malta, la Spagna, non soltanto Lampedusa e la Sicilia. Macron? Non commento mai quello che fanno o dicono i francesi. Non mi interessa”.



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