Palermo: falsa intercettazione Tutino su Borsellino, condannati giornalisti Espresso

Palermo, 25 giu. (AdnKronos) – Il giudice civile del tribunale di Palermo ha condannato l’ex direttore dell’Espresso Luigi Vicinanza e i giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi per aver diffamato il medico Matteo Tutino. Secondo il tribunale, con gli articoli pubblicati sul settimanale nel luglio 2015 e nei quali si attribuiva a Tutino la frase ‘va fatta fuori come suo padre’, riferendosi all’allora assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, “è stata divulgata una notizia falsa”, dalla “portata indubbiamente screditante dell’immagine e della reputazione dell’attore”.
Insomma Zoppi e Messina, sottolineano i legali Sabrina Donato e Giuseppe Cannizzo, pubblicando l’articolo sulla presunta intercettazione di una conversazione fra l’ex presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il medico, hanno “denigrato e diffamato” Matteo Tutino. “Il giudice – aggiungono i due avvocati – ha osservato che il risalto dato alla notizia nonostante vi fosse stata la smentita della procura di Palermo ha palesato altresì che la condotta del direttore ‘sia stata animata dalla coscienza e volontà di cooperare alla commissione della diffamazione’. Conseguentemente ritiene questo giudice che sussista la responsabilità di Vicinanza a titolo di concorso doloso nella commissione del fatto illecito'”.

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