Salini Impregilo: Salini, Italia bloccata da burocrazia, serve più coraggio (2)

(AdnKronos) – Per il manager “non si parla solo delle buche di Roma o dell’acqua che non riesce più a defluire dalle strade o dalle fogne”, ma di “un Paese che ha bisogno di infrastrutture, con interventi di manutenzione e piccoli lavori” che gli consentano di tornare ad essere “un Paese che funziona”. Occorrono “un programma e delle norme che consentano di realizzare opere, misurandosi con la realizzazione di esse come fanno negli altri Paesi”. In questo momento, osserva, “abbiamo cinquemila persone che potrebbero mettersi al lavoro da subito nei nostri cantieri in Italia, se i cantieri funzionassero come previsto. Cinquemila persone che avrebbero già da adesso un posto di lavoro, se non fosse che siamo bloccati dalla burocrazia e dalla incapacità di prendere delle decisioni”.
Questo “è un Paese in cui se non si affronta la questione della burocrazia e del tormento che circonda ogni atto, che è sindacabile e discutibile, è destinato a rimanere al palo”. E allora “dobbiamo chiederci: ‘perché nei 52 Paesi dove lavoriamo riusciamo a fare tutto e qui non si riesce a farlo?'”.
Ecco perché, al nuovo governo, Salini vorrebbe lanciare un messaggio, affinché vengano adottate misure che possano sostenere e rilanciare il settore, oltre ad istituire una figura che sia in grado di gestire in prima persona gli interventi e le spese per realizzarli: “Un commissario straordinario plenipotenziario per le infrastrutture – spiega – uno che abbia il potere di decidere una spesa e farla”. Del resto, osserva, “vivendo in un mondo globale bisogna continuare a confrontarsi con gli altri”. Anche perché “pensare di essere isolati e di poter fare le nostre scelte senza un collegamento con il resto del mondo è una pia illusione”. “Oggi – conclude Salini – le economie competono tra loro come competono i Paesi e senza infrastrutture, questa sfida non si vince”.

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