Porti: nuova finanza sale a bordo navi e scali italiani

Roma, 11 mag. (AdnKronos) – Uscita di scena delle banche e ingresso massiccio di fondi di investimento; nelle acque inquiete dello shipping e della logistica italiana, la finanza sta assumendo un ruolo sempre più importante, ma anche un identikit profondamente differente da quello bancario che è stato praticamente esclusivo per anni. E’ questo il nuovo scenario tratteggiato nel corso dell’assemblea di Federagenti, alla quale sono intervenuti analisti del mercato, quali Deloitte e SRM, fondi (Pillarstone) e operatori del settore.
Alla progressiva ‘ritirata” degli istituti bancari che hanno dovuto archiviare perdite pesanti derivanti dai loro interventi nel settore delle attività marittime, sta corrispondendo la nascita di uno scenario in evoluzione e molto diversificato: a fondi speculativi, che stanno cogliendo l’opportunità di interventi ‘mordi e fuggi” nel settore marittimo sfruttando la fragilità delle imprese di shipping, si stanno affiancando soggetti finanziari, sia fondi sia players in grado di creare architetture finanziarie articolate, e di accompagnare sia i processi di ristrutturazione del debito e quindi di risanamento dei gruppi in difficoltà, sia il rafforzamento della capitalizzazione dei gruppi, in funzione di processi di crescita, acquisizioni e sviluppo sui mercati internazionali.
Per il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, stanno emergendo realtà ‘di cui non si deve aver timore”, ma che devono essere conosciute per utilizzarne a pieno le potenzialità. Sembra chiudersi un’era, quella delle banche uscite e in uscita, con risultati non certo entusiasmanti, dal settore marittimo, e aprirsi, in un mercato dei capitali caratterizzato da fortissima liquidità, uno spettro totalmente nuovo di opportunità per le imprese italiane in grado di strutturarsi in modo adeguato per le sfide del mercato.

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