Playoff NBA – LeBron James mette in guardia i Cavs: “Celtics? Giocano dannatamente bene e hanno un grande coach”

LaPresse/REUTERS

Alla vigilia di gara-1 della Finale di Conference, LeBron James esalta il talento dei Boston Celtics, invitando i Cavs a non sottovalutarli

Domenica notte finalmente andrà in scena gara-1 delle finali della Eastern Conference. La sfida è il rematch della passata edizione che ha visto i Cavs spazzare via dei quotatissimi Celtics. Anche quest’anno i pronostici sono nettamente a favore dei Cavs, trascinati da un LeBron James a dir poco stellare, capace di fantumare record e avversari sul suo cammino in postseason. Ma attenzione ai Celtics. Saranno anche privi di Irving e Hayward, ma hanno uno stratega in panchina che risponde al nome di Brad Stevens, capace di mettere a punto una strategia in grado di fermare i Cavs e limitare il più possibile il numero 23, per poi trarre il massimo dai suoi ‘underdog’ e provare a fare lo sgambetto ai Cleveland Cavaliers. LeBron James lo sa bene e alla vigilia di gara-1 ha spiegato di non potersi permettere di sottovalutare una squadra come i Celtics:

“penso sia una delle squadre meglio allenate dell’intera lega. Ovviamente, sapete cosa ho detto di Brad Stevens in passato e la sua capacità di ottenere il massimo dai suoi ragazzi. Non importa chi è sul parquet o non importa chi ha giocato per loro, è in grado di mettere i ragazzi nella giusta posizione per avere successo e ottenere il massimo da chiunque sia stato nella loro formazione negli ultimi anni. Non è solo quest’anno. Penso che sia stato un’anno decisamente particolare per loro a causa dei grandi nomi che sono stati costretti a rimanere fuori, ma ha ottenuto il massimo da tutti quelli che ha inserito nelle rotazioni da quando è arrivato a Boston. Ho sentito diverse persone chiedersi come facciano ad essere così forti senza Gordon Hayward, e successivamente senza Kyrie Irving. Lui (Irving) lo conosco bene e so cosa è in grado di fare, ma hanno anche dei ragazzi che sono dannatamente bravi, non importa se sono giovani o meno, sanno come giocare a basket e il loro allenatore li ha messi nella condizione di avere successo”

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