Pallavolo, la Lega serie A al fianco di GICAM: quattro atlete e un allenatore partiranno alla volta dell’Uganda

fiorenzo galbiati

Il progetto umanitario voluto dalla Lega Pallavolo e da GICAM permetterà a quattro atlete ed un allenatore di volare in Uganda per affiancare un equipe medica

La città di Entebbe, in Uganda, sarà ancora la destinazione della missione di Lega Pallavolo Serie A Femminile e GICAM, fianco a fianco per la seconda stagione nel progetto ‘Mano nella mano‘: dal 2 al 9 giugno quattro atlete e un allenatore di Serie A partiranno per il paese africano sulle rive del Lago Vittoria per affiancare l’equipe medica presieduta dal Prof. Marco Lanzetta, presidente del Gruppo Internazionale Chirurghi Amici della Mano.

Così come accadde lo scorso anno, quando Elisa Cella, Fabiola Facchinetti e Tereza Matuszkova furono insegnanti speciali al SOS Children’s Village di Entebbe, è in fase di preparativi la nuova spedizione medico-pallavolistica, che sarà più lunga – quasi una settimana – e avrà una partecipazione dall’Italia ancor più numerosa: Valentina Diouf, una delle atlete più amate da tifosi e appassionati, nell’ultima stagione alla Unet E-Work Busto Arsizio, partirà insieme a Gaia Moretto, centrale della Delta Informatica Trentino, Vittoria Repice, centrale della Bartoccini Gioiellerie Perugia, e la stessa Elisa Cella, schiacciatrice dell’Imoco Volley; con loro anche Marco Musso, vice allenatore delle farfalle bustocche.

La spedizione avrà due obiettivi: il Prof. Marco Lanzetta, coadiuvato da una sala operatoria volante, con chirurghi, anestesisti e infermieri eseguirà interventi a mani malate, deformate, traumatizzate di bambini e bambine, donando loro speranze nel futuro. Contemporaneamente giocatrici e allenatore di Serie A allestiranno un Camp per giovani pallavoliste, insegnando loro i fondamentali del volley e regalando momenti di gioia e spensieratezza. Solidarietà e spirito di sacrificio, umanità e rispetto per l’altro sono principi cardine della pallavolo e a Entebbe troveranno il proprio compimento.

La missione è stata presentata oggi, venerdì 18 maggio, al Samsung District di Milano: l’occasione per fornire ai media tutti i dettagli del viaggio in Uganda e raccogliere le sensazioni di alcuni dei protagonisti a pochi giorni dalla partenza.

Questa ormai è la casa della pallavolo – il benvenuto di Mario Levratto, Head of Marketing & External Relations di Samsung Electronics Italia -. Il percorso che abbiamo intrapreso con la Lega Pallavolo Serie A Femminile è disseminato di valori condivisi, la nostra sponsorizzazione va ben oltre il marketing e ci ha portato e ci porta a ‘scendere in campo’ in numerose iniziative di impatto sociale. Siamo onorati di ospitare la presentazione di un progetto meraviglioso, a cui ci sentiamo vicini: la responsabilità sociale è uno dei nostri terreni d’azione, crediamo che la tecnologia non debba essere fine a sé stessa ma finalizzata alla propagazione della cultura e di valori che sono propri anche dello sport e che sentiamo profondamente. Il supporto alla missione in Africa è il naturale completamento di questo percorso: forniremo dei tablet con contenuti e applicazioni di uso comune, in lingua inglese, sviluppati in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Il ‘digitale’ ci permetterà di avvicinarci ai ragazzi di Entebbe“.

La parola è poi passata al Prof. Marco Lanzetta, che ha raccontato più nel dettaglio cosa succederà a livello medico in Uganda e in particolare al Corsu Hospital di Entebbe: “Abbineremo sport, salute ed educazione. I destinatari della nostra missione sono gli stessi di un anno fa: i bambini svantaggiati, perlopiù senza genitori, ospiti del Children’s Village, e i bambini ‘pazienti’ con malformazioni congenite alle mani o che hanno subito traumi pesanti alle mani. Sono felicissimo per questa aggregazione spontanea di energie, il nostro team è sempre più numeroso ed efficiente. Questo progetto non si deve porre più limiti, la presenza di Elisa Cella mi riempie di gioia perché dimostra la sensibilità di un’atleta che potrebbe riposarsi o andare in vacanza e invece decide di tornare in Africa a dare un messaggio di speranza a centinaia di bambini e ragazzi. Ci sono tutte le prerogative per far bene, oggi peraltro ricorre il 20° anno dalla fondazione di GICAM e non avremmo potuto festeggiare meglio questo importante anniversario“.

Da poco più di un decennio mi occupo di pallavolo, ma questa iniziativa è quella che personalmente mi dà più emozione e soddisfazione – afferma poi Mauro Fabris, presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile -. Sono orgoglioso di quanto il mondo del volley dimostra di poter dare. Certamente il progetto ‘Mano nella mano’, nato durante una chiacchierata con il Prof. Lanzetta e Flavio Radice, ex presidente di Villa Cortese, ha già avuto un forte impatto sulle giocatrici, visto che rispetto all’anno scorso ci sono arrivate numerose richieste di adesione e abbiamo a malincuore dovuto dire dei ‘no’. Il nostro è un mondo che trascina – come provano i numeri di un’altra stagione straordinaria per seguito in tv, nei palazzetti e sui social media – e che mettiamo volentieri a disposizione di un’iniziativa così importante. Grazie a GICAM per ciò che fa, il nostro sostegno è nulla rispetto alle operazioni che effettua in giro per il mondo. Speriamo di poter offrire un contributo sempre maggiore“.

Elisa Cella, alla vigilia della seconda partenza per l’Uganda, non nasconde le sue forte emozioni: “Rivedere le immagini dello scorso anno mi colpisce al cuore, è stata un’esperienza che mi è entrata dentro e difficilmente mi abbandonerà. Quanto tornai in Italia, provai immediatamente il desiderio di tornare e ora potrò esaudirlo, grazie anche alla Lega che mi ha permesso di partecipare nuovamente. Quest’anno, con più giorni a disposizione, potremo vivere appieno un’atmosfera unica: sono sicura che saremo ancora travolti dall’energia e dai sorrisi dei bambini, a cui cercheremo di trasmettere gioia e serenità“.

Voglio per prima cosa ringraziare tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di partecipare – esordisce Valentina Diouf -. Io sono per metà africana e mi sento vicina ai ragazzini e a quel mondo meraviglioso che è l’Africa. Lo sport è una lingua universale, andare in Uganda in qualità di giocatrice mi permetterà più facilmente di creare legami e di divertirci tutti insieme. Mi piace moltissimo lo spirito del Prof. Lanzetta, che fa cose incredibili con una semplicità disarmante. Tra l’altro – rivela – anche la mia famiglia soffre di una strana malformazione congenita alle mani e vivere questa esperienza al fianco di GICAM sarà doppiamente stimolante“.

L’ultimo intervento della conferenza stampa è di Marco Musso, vice allenatore della Unet E-Work Busto Arsizio, che avrà principalmente il ruolo di preparare un programma di allenamento per le giovani pallavoliste ugandesi: “Credo che andremo là per far sorridere i ragazzi piuttosto che per farli diventare campioni, per regalare momenti di spensieratezza, diversi da quelli che normalmente vivono. Sono molto emozionato, è da un anno che ‘inseguo’ questo progetto e sono felicissimo di partire. Sono già stato in Africa, in un contesto simile a quello che troveremo a Entebbe, e penso a quell’esperienza quotidianamente“.

La missione sarà documentata quotidianamente, grazie alla videocamera di Alessandro Spigno, come un anno fa rappresentante in Uganda della Lega Pallavolo Serie A Femminile, in un ‘diario’ social che racconterà tutte le attività in cui la spedizione italiana sarà coinvolta: oltre all’insegnamento alle giovani pallavoliste ugandesi, giocatrici e coach faranno visita all’ospedale in cui opererà l’equipe del Prof. Lanzetta e incontreranno ufficialmente l’Ambasciatore d’Italia in Uganda, Rwanda e Burundi Domenico Fornara.



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