Pa: da Mef richiamo a amministrazioni non in linea con riforma società partecipate

Roma, 25 mag. (AdnKronos) – Iniziano a partire oggi le circa 170 lettere indirizzate ad altrettante amministrazioni pubbliche che, nel quadro della riforma delle società partecipate prevista dal Testo Unico di cui al D.lgs. n. 175/2016, potrebbero risultare inadempienti per aver dichiarato l’intento di non procedere a razionalizzazioni o dismissioni. La Struttura di monitoraggio delle partecipazioni pubbliche, costituita presso il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si legge in una nota del Mef, invia tali richieste di chiarimenti dopo aver monitorato le dichiarazioni rese da un primo gruppo di 300 enti, (Regioni, Province e Città Metropolitane, Comuni capoluogo di provincia e Comuni non capoluogo con popolazione superiore a 50.000 abitanti) selezionati in ragione della loro rilevanza. Successivamente, saranno via via monitorate le partecipazioni detenute dagli altri enti che hanno dichiarato di voler mantenere le partecipazioni senza adottare misure di razionalizzazione.
Nel complesso, dagli esiti definitivi della ricognizione straordinaria delle partecipazioni si conferma che circa una società partecipata su tre sarà interessata da interventi di dismissione, come era risultato ad una prima valutazione dei dati pervenuti.
Alla chiusura della rilevazione è risultato che il 90% dei circa 10.500 enti tenuti ad effettuare la ricognizione straordinaria ha provveduto alla trasmissione del piano. Il restante 10% è rappresentato per la gran parte da comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti ed è presumibile che il numero delle partecipazioni da questi detenute non sia tale da modificare sostanzialmente il quadro complessivo dei risultati della rilevazione.

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