Le Iene – Pupo ed il gioco d’azzardo: “vi racconto degli strozzini a cui chiesi i soldi per coprire 3 milioni di debiti”

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Il cantante italiano Pupo, dopo 10 anni, torna al tavolo di un casinò durante il servizio de Le Iene andato in onda ieri sera

Pupo, oltre che per la sua musica, è conosciuto per i debiti accumulati e la sua dipendenza dal gioco d’azzardo. Un ‘vizio’ che Enzo Ghinazzi ha seppellito nel suo passato e che dopo 10 anni di astinenza torna a praticare. A seguito dei capitoli, scritti insieme a Le Iene, che l’hanno visto prima alle prese con la marijuana e poi con il porno, Pupo sfida il suo tabù più grande: il gioco d’azzardo. A Las Vegas il cantante italiano racconta all’inviato del programma di Italia 1 i soldi vinti e persi nei casinò europei che lo portarono sul lastrico. “Sono nato con l’azzardo dentro. La prima volta a 14 anni persi 6 mila lire. Quando sono diventato Pupo ero già un giocatore d’azzardo, poi aumentando le potenzialità economiche andavi alla ricerca di emozioni più forti. – ha ammesso il cantante – Il baccarà lo incontrai a Sanremo dove vinsi 25 milioni di lire. La fortuna del principiante. Il gioco prima ti dà lo zuccherino, poi ti fotte”.

Ed infatti la fregatura era dietro l’angolo: con lo chemin de fer ho vinto anche 70-80 milioni di lire, ma al casinò di Saint-Vincent nel 1983 con una mano di questo gioco che dura una manciata di secondi con un famosissimo industriale milanese ho perso 130 milioni di lire. Io non ce li avevo quesi soldi, ho fatto dei debiti dagli strozzini presso il casino. Poi sono sprofondato, avevo più di tre milioni di euro di debiti”.

Non ho detto basta – poi ha affermato Pupo commentando il suo addio al gioco d’azzardo – è stato graduale quando non giocavo più ho visto un po’ di luce. Sono 10 anni che non mi siedo ad un tavolo”.  A seguito del suo ritorno al tavolo verde poi Enzo Ghinazzi asserisce: “a me manca, è una scelta di sofferenza che ho fatto. È come tornare da una donna che si ama molto. Io non sono guarito, se parlo così vuol dire che non sono guarito. È dura resistere, è una scelta di sofferenza fatta per amore delle persone che amo. Il senso del piacere l’ho tolto dalla mia vita con la rinuncia al gioco, le rinunce e le sofferenze però ti restituiscono qualcosa in termini di autostima. Io sono alla ricerca di qualcosa che nemmeno la musica mi ha dato, sono alla ricerca di qualcosa che riesca a sostituire il gioco. Nè la cannabis, né il porno ci sono riusciti. Mi danno sofferenza le persone che non riescono a smettere. Bisogna raccontare una verità, bisogna dire che anche dopo che si smette si soffre ancora, ma sei disposto a soffrire e rinunciare me lo devi dimostrare”. 

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